Bossi non si arrende: Io sono ancora il capo

“Io sono ancora il capo” –  Non ha dubbi Umberto Bossi, che in un’intervista al ‘Fatto quotidiano’ fa intendere di non essere solo il presidente del partito, ma anche (e ancora) il capo. A nulla sono serviti, dunque, gli scandali che hanno recentemente coinvolto il Senatur e la nomina a segretario di Roberto Maroni. “Io e Roberto Maroni decideremo tutto insieme, sono il presidente e siamo uguali”, avverte Bossi, secondo il quale il neo segretario deve sostituire Formigoni al Pirellone: “Roberto ora è segretario e ha molte cose da fare, anche se ha venti persone con lui e io l’aiuto, ma il governatore si fa a tempo pieno”. Per adesso, il compito di Maroni è già arduo, anche perché tenere insieme la Lega è difficilissimo, di coraggio ne serve tanto. Veneti, lombardi, piemontesi e giù, ormai siamo arrivati in Umbria”.

Belsito? Tutta una montatura – Quanto alle epurazioni, rimarca il Senatur, bisogna stare attenti a non esagerare. “Ora devo capire bene – spiega il fondatore della Lega – con Daniele (Molgora, ndr) stiamo lavorando per vedere caso per caso quelli che sono stati cacciati, se era giusto o se sono stati vittime di qualche errore“. “So che molti hanno da ridire, anche oggi mi hanno avvicinato una decina di persone, lamentandosi. Ho detto loro di scrivermi che sistemo tutto io“. Infine, riguardo allo scandalo dell’ex tesoriere Belsito da cui ha avuto origine la bufera leghista, si è trattato diun casino montato da giornalisti e magistratura, ma poi quello lì (Belsito, ndr) non è stato arrestato. Lusi è finito in carcere e il nostro amministratore no. Significa che che è stata una montatura, a Roma noi non appoggiamo questo governo e qualcun altro ha voluto colpirci così, perchè armi oneste non ne avevano, continuiamo a far paura“.

Raffaele Emiliano