Cuba: l’incubo del colera non dà tregua. Il contagio sembra espandersi rapidamente

Cuba – 29 vittime e oltre un migliaio di persone ammalate. E’ questo il bilancio dell’epidemia di colera che si sta verificando a Cuba, dove l’ultima manifestazione del pericoloso virus risale a oltre un secolo fa. Le informazioni però sono incerte: tra le fonti non ufficiali e ufficiali ci sono molte divergenze.

Il governo – Le cifre diffuse dal governo invece sono meno alte ma non meno allarmanti: 3 morti e 50 contagiati fin ora accertati. «La situazione è sotto controllo», assicurava qualche giorno fa il ministero della Salute Pubblica, affermando che l’epidemia sarebbe circoscritta alla provincia di Granma ed è dovuta probabilmente a un problema di inquinamento del sistema idrico.

I dissidenti – Secondo quanto afferma Ana Celia Rodriguez, dissidente cubana e membro delle Dame in bianco, le vittime, «secondo dirigenti del ministero della Salute a Santiago, sono 29 in tutta l’isola». Ma si parla anche di caos totale negli ospedali e di una popolazione nel panico. Il contagio infatti sembra espandersi rapidamente: ha già raggiunto secondo la Bbc Santiago, Guantanamo, Santa Clara, Sancti Spiritus e l’Havana. Bloccati anche gli imbarchi verso il Messico.

Come si trasmette il virus – Il colera si manifesta dopo un periodo di incubazione di pochi giorni. Ci si contagia mangiando frutta e verdura crude, frutti di mare e bevendo acqua contaminata. I sintomi sono: diarrea abbondante, vomito e dolori addominali. Se non curata in tempo la malattia può provocare la morte nel 50% dei casi.

Michela Santini