Il tracciato radar incolpa Schettino: Timone a mano

Era il 13 gennaio scorso e la manovra il cosiddetto inchino della Costa Concordia avrebbe fatto ben 32 morti. Ad oggi il radar di bordo è in grado di mostrarci la traiettoria intrapresa dalla nave da crociera attraverso la disattivazione del pilota automatico. Tutto ciò che avviene a bordo della Concordia in quei tragici momenti è registrato dal Vdr che ha cessato di funzionare alle 23.36. “Timone a mano” è il comando che responsabilizza il comandante Schettino che da quell’inserimento in avanti manovra, appunto manualmente, il tragitto della nave.

Dalla scatola nera emergono anche i dialoghi intercorsi tra il comandante e il suo equipaggio: “Stiamo proprio col culo a terra!” sono le parole di un ufficiale che aprono la tragedia, poi una bestemmia e l’ordine “chiudete le porte stagne a poppa”. Si sente anche un “mi sento in colpa” che ancora la perizia non ha attribuito a Schettino. Poi il comandante: “Ma dove abbiamo toccato?”. La risposta: “Lo scoglio”, “Su uno scoglio a pelo d’acqua”. Altra voce non ancora identificata: “È l’inchino che voleva”. Ancora Schettino: “L’importante è che non ci sia entrata acqua”. Sono le 0re 21.46, alle 21.38 Schettino telefonava a Terenzio Palombo, comandante in pensione della Costa Crociere, per avvertirlo che stava per passare vicino al Giglio, chiedendo: “ma c’è acqua a 0,3?”.

Poi tutta una serie di intercettazioni e le sollecitazioni al comandante affinché ordini l’abbandono della nave. “Va buo’, va buo’, j a’, facciamoli andare a terra… Va bu o’, ok, ok, ok”. Poi: “Sì, aspetta, fammi… fammi chiamare un attimo a Ferrarini”. Sono già le 22.51 e l’evacuazione è già in atto senza la decisione di Schettino.