Moody’s: giù rating Italia.”Rischio riforme elevato”

L’agenzia di rating Moody’s ha tagliato di due punti il rating dei titoli di Stato italiani, prospettando panorami non certo incoraggianti. L’outlook infatti rimane negativo. il rating sovrano è quindi passato da A3 a Baa2, a causa, spiegano dall’agenzia, di una perdita di fiducia dei mercati (rispetto all’ultima valutazione, risalente a cinque mesi fa), che potrebbe portare ad un incremento dei costi di finanziamento. Moody’s segnala, a questo proposito, una minore disponibilità degli investitori stranieri a comprare titoli di Stato italiani.

C’è poi la solita questione del rischio contagio da Grecia e Spagna, quello che anche Monti (oggi negli Usa per la Sun Valley Conference), ha più volte ribadito esserci, anche se la valutazione dell’entità di tale rischio rimane piuttosto contrastata. Altri problemi, per Moody’s, derivano da note situazioni italiane attualmente in essere. L’economia cresce poco e la disoccupazione, giovanile e non, aumenta. La riforma “epocale”, come è stata definita da più parti, del mercato del lavoro, non ha fermato la scure dell’agenzia di rating. L’outlook  nel breve termine, è stato valutato negativamente proprio a causa dei grossi problemi del mercato del lavoro. E’ ovvio che, meno individui portano a casa uno stipendio, meno individui potranno spendere, in qualsiasi campo, sostenendo così l’economia. E’ altrettanto ovvio però che una riforma pesante del settore lavoro, richiede dei tempi, sia di attuazione che di sviluppo naturale.

Problema elezioni: Nel 2013 si voterà ed i preparativi dei partiti e movimenti (vecchi,  nuovi e in via di costituzione), fervono. Se pr Moody’s, il governo Monti si sta impegnando fortemente nelle “riforme strutturali”, “Il clima politico – si legge nella nota – e in particolare l’avvicinamento delle elezione della primavera 2013, sono un’altra fonte di rischio di implementazione” delle suddette riforme. Il rischio considerato da Moody’s non riguarda ovviamente il fare le riforme, bensì il contrario e cioè che queste possano essere in qualche modo ostacolate dal già citato clima politico. E da un cambio di governo, che comunque ci sarà. Almeno stando alle parole di Monti, che più volte ha ribadito di non volersi candidare.  I titoli di Stato italiani per Moody’s, sono ora solamente due scalini sopra il livello Junk, spazzatura. Lo Spread questa mattina è salito a oltre 480 punti, oltre il cosiddetto “livello di guardia” nel lungo periodo.
A.S.