Calciomercato Milan: Allegri vuole Dzeko, intanto Galliani tratta Tevez e Rolando


Calciomercato Milan – Con i 62 milioni che saranno incassati dalla doppia cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva, ora il Milan può spendere. La priorità è sostituire degnamente il fuoriclasse svedese. In cima alle preferenze di mister Allegri c’è Edin Dzeko, attaccante del Manchester City che piace al tecnico toscano soprattutto dal punto di vista tattico. La prossima settimana, ci saranno consultazioni dirette con i rappresentanti del bosniaco. Galliani, dal canto suo, stravede per Carlos Tevez. L’ad rossonero è ammaliato dal carattere duro ma vincente dell’Apache che, però dalla sua, ha una personalità non facilmente gestibile. Ma, al Milan, questo non sembra essere un grosso problema (vedi gestione di Cassano e dello stesso Ibra).

Incontro per Tevez – L’argentino piace così tanto a Galliani che, oltre a tenere vivi i contatti con il City, lunedì ha programmato un incontro a Manchester. Incontro al quale non parteciperà direttamente l’ad rossonero, ma Giuseppe Riso, agente Fifa legato al club di via Turati (ha avuto un ruolo determinante nel trasferimento di Nocerino a Milano). Riso sarà a Manchester per trattare il giovane italiano Luca Scapuzzi, ma nell’incontro con i dirigenti del City si parlerà anche di Tevez al Milan, con Galliani a seguire il tutto da Forte dei Marmi.

Si tratta Rolando – Il dirigente rossonero sta infatti seguendo queste frenetiche ore di calciomercato dallo stabilimento Roma Levante della località marittima toscana. Ed è sempre qui che si sta decidendo il futuro di Rolando, difensore 26enne del Porto, valutato intorno ai 15 milioni di euro. Ieri sera, Galliani ha cenato con Davide Lippi, rappresentante in Italia degli interessi del calciatore, per capire meglio i margini di trattativa con i portoghesi. Il costo del cartellino è importante e può costituire un problema per la riuscita dell’affare. Per questo, Galliani sembra orientato verso un prestito con diritto di riscatto. Si attendono risposte dal Portogallo.

Miro Santoro