Il governo cubano ammette la verità: ormai sono 158 i casi accertati di colera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:54

Il governo rompe il silenzio – Si è già parlato di un’epidemia di colera a Cuba ( Articolo: “L’incubo del colera” ). Dall’inizio di luglio a oggi la stampa non ufficiale ha lanciato l’allarme in tutto il mondo, mentre il governo ha rassicurato la popolazione e i turisti stranieri parlando di “casi isolati” e  di “zona circoscritta” . Oggi però, dopo 13 giorni dall’ultimo bilancio ufficiale, le autorità rompono il silenzio e ammettono la verità sulla grave situazione che si sta verificando a Cuba.

Aumento dei contagi – Il ministero della Sanità dell’Avana ha affermato che i decessi ufficialmente sono sempre tre, quindi non ci sono ulteriori casi di morti dovute al colera dopo il 2 luglio scorso. L’epidemia però si diffonde e molto velocemente: infatti le persone colpite dalla malattia sono aumentate in 10 giorni da 53 a 158. Il dicastero invece ha pubblicamente affermato, in un comunicato stampa pubblicato dal quotidiano Granma, che non si può parlare di espansione del virus del colera a Cuba. I casi – scrive il comunicato – sono tutti sotto controllo, nonostante l’aumento dei contagi e nonostante ci siano stati vari casi in altre aree. Come per esempio i 3 pazienti morti al di là municipio di Manzanillo, 770 chilometri a sud est della capitale, di 95 e 66 anni.

Messico, Venezuela e Canada – Va ricordato che il colera è una malattia molto contagiosa e che, nonostante ora esistano delle cure efficacissime, se non curata in tempo può portare alla morte del paziente nel 50% dei casi. Era oltre un secolo che a Cuba non si diagnosticavano casi di colera. Per la paura del contagio Messico e Venezuela hanno adattato misure sanitarie in porti ed aeroporti, mentre il Canada, da cui proviene la maggior parte dei turisti che visitano l’isola, ha chiesto ai Canadesi in visita a Cuba di prendere precauzioni.

Michela Santini

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