SummerTimi, primo atto: dal 10 al 31 luglio al Teatro Franco Parenti a Milano

Si è concluso ieri, domenica 15 luglio, il primo atto dell’interessante rassegna teatrale al Franco Parenti di Milano, che vede protagonista della scena l’istrionico Filippo Timi. Con le riletture shakespeariane di Amleto2 (dal 10 al 15 luglio) e Giuliett’e Romeo (dal 18 al 20), insieme a Favola (dal 26 al 31) e al reading del romanzo Goditi Il Problema (16 luglio), Timi allieta la Verde Estate milanese, proponendo testi dove le tematiche di vita e morte, amore e odio, verità e apparenze, sono il filo conduttore di queste tre settimane di SummerTimi.

E’ un Amleto al quadrato, doppio, postmoderno, quello di Timi, che strizza l’occhio da un lato a Carmelo Bene e dall’altro all’Ambleto del Testori (rappresentato per la prima volta proprio nella Sala Pierlombardo nel 1973), un Amleto che però non può dimenticare le sue vere origini, la tragica storia di Hamlet, principe di Danimarca.
L’interessante rilettura in chiave comica in scena al Parenti ci presenta un Amleto bistrattato, strapazzato ed elevato agli eccessi della cultura pop, dove ogni gesto e parola diventano un pretesto per giocare, lanciare una provocazione intelligente, spiazzando la platea con follia, comicità e colpi di colore. Se è vero che di fronte alla tragedia si hanno due possibilità o soccombere o esplodere nel massimo della vitalità, Timi ha senza dubbio scelto la seconda strada, trasformando la tragedia in commedia.

E che il pubblico rida davvero di gusto è un dato di fatto: si ride per la commedia, ma anche per la tragedia, scatenando nel primo caso risate liberatorie e nel secondo sorrisi amari. Le dicotomie dello spettacolo sono molteplici: innanzitutto per il doppio ruolo di Timi, da un lato regista di fatto dall’altro protagonista/spettatore della propria tragedia. Inoltre la stessa costruzione drammaturgica contribuisce a dividere il palco in due porzioni distinte: in scena c’è l’Amleto mai cresciuto, capriccioso e rinchiuso in una comoda gabbia, fuori dalla scena entrano ed escono le vittime della sua tragedia, Ofelia, Orazio, Laerte e la madre Gertrude.

Tra apparizioni del fantasma di Marylin Monroe/Padre di Amleto, citazioni sub culturali (da Pinocchio ai Puffi passando per il musical Dirty Dancing), in una miscellanea di musica nobile (con il duetto di Papageno e Papagena tratto dal Flauto Magico e il Ligeti theme tanto caro al regista Stanley Kubrick) e musica meno nobile, si consuma la tragica storia di Amleto, che vede raggiungere il suo apice nell’indicibile ed impronunciabile monologo dell’essere o non essere. Questo Amleto, carnefice e vittima del sistema, non sa più recitare, si blocca e non può più interrogarsi sul suo famoso dubbio: la crisi del principe è imminente, da questo momento non si ride più.

Appuntamento per il secondo atto della rassegna con Giuliett’e Romeo (dal 18 al 20 luglio), dove si tratterà de la famosa storia di du giovani innamorati in volgare perugino.

Amleto² (il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche) – Uno spettacolo di e con Filippo Timi e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Luca Pignagnoli, Elena Lietti – Produzione Teatro Franco Parenti. Nuovo allestimento dello spettacolo prodotto nel 2009 da Santo Rocco & Garrincha con la collaborazione alla regia di Stefania De Santis – Al Teatro Franco Parenti fino al 15 luglio

Fino al 31 luglio progetto SummerTimi con spettacoli e letture di Filippo Timi – per info e prenotazioni http://www.teatrofrancoparenti.it/?p=informazioni-spettacolo&i=516

Stefania Clerici