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Berlusconi in retromarcia: Il ritorno a Forza Italia? Sono stato frainteso

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L’annuncio della ridiscesa in campo del Cavaliere ha già creato scompiglio incrementando la confusione nel quadro politico nazionale. A partire dallo schieramento da lui fondato, in cui da ieri serpeggiano malumori sul paventato ritorno all’antico marchio “Forza Italia”. Un nome che ha fatto venire l'”orticaria” ad alcuni ex aennini, indisponibili a mettere da parte il loro “bagaglio” politico per imbarcarsi in un’avventura dal gusto spiccatamente retrò. Tanto che lo stesso ex presidente del Consiglio è dovuto tornare sui suoi passi, sconfessando in parte quanto dichiarato al quotidiano tedesco Bild.

Forza Italia sì, Forza Italia no – “Nell’intervista apparsa sul giornale Bild, l’idea del cambio di nome dal Popolo delle Libertà a Forza Italia è stata equivocata trattandosi, com’è logico ed evidente, non già di una decisione assunta, ma solo di un’idea, di una proposta, da discutere e da verificare nelle sedi proprie”. E’ quanto ha precisato ieri in una nota l’ex premier Silvio Berlusconi, alle prese con una sollevazione interna non da poco. Il Cavaliere – che aveva confidato al quotidiano teutonico l’intenzione di far coincidere il suo ritorno in campo con la “riabilitazione” di Forza Italia – ha dovuto, infatti, tornare indietro, procrastinando l’ufficializzazione di qualsiasi decisione.

Il niet di Meloni e La Russa – Il motivo sta nel malcontento registrato ieri tra molti ex aennini, che hanno categoricamente sbarrato la strada a un ritorno al credo del 1994.  “Io in Forza Italia non ci vado. Alleati sì, sottomessi mai“, ha twittato l’ex ministro Giorgia Meloni, aprendo le “danze” ai distinguo e alle precisazioni. Come quella del coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, che, incalzato sul possibile ritorno al nome Forza Italia: “Certamente non credo che ci sia una decisione in tal senso, che per me sarebbe sbagliataha tagliato corto –  Il progetto del Pdl è stato voluto da Berlusconi e deve continuare. Discuteremo non con un’intervista ad un giornale straniero, ma di persona e negli organi di partito”. 

L’insegnamento di Eraclito – Più o meno quanto dichiarato anche da Altero Matteoli: “Vengo dall’esperienza del Msi, sono passato ad An, contribuendo a farla nascere e poi sono entrato convintamente nel Pdlha ricostruito l’ex ministro – Non intendo assolutamente dar vita ad altri partiti. Intendo far funzionare questo partito a prescindere da come si chiamerà”. L’ha messa sul filosofico, invece, Fabio RampelliEraclito, filosofo greco, ci diceva saggiamente che ‘nello stesso fiume non si può entrare due volte‘ – ha spiegato l’ex An – Il presidente Berlusconi ha certamente chiara la profondità del concetto e saprà distinguere la nostalgia dall’azione politica e dagli strumenti che devono veicolarla”.

Alemanno all’attacco – Ma tra i più irrequieti sembra esserci il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che avrebbe digerito con fatica non solo il ritorno in campo del Cavaliere, ma anche la decisione di mandare all’aria le primarie. Tanto che avrebbe ottenuto un incontro in settimana coll’ex premier, in occasione del quale potrebbe manifestargli tutta la sua contrarietà sugli ultimi accadimenti. Non solo: i beninformati riferiscono che il primo cittadino della Capitale non se ne sia stato con le mani in mano e abbia in cantiere la presentazione di un nuovo progetto, “Rete attiva”. Una sorta di lista civica che, alla luce delle ultime novità, potrebbe rappresentare il prodromo per un’esperienza politica nuova, “de-berlusconizzata”.

Maria Saporito