Lavori sulla A3: sei persone arrestate per estorsione

‘Ndrangheta, ditte A3 – Sei persone sono state arrestate per aver esercitato pressioni a carattere estorsivo presso alcuni imprenditori impegnati nei lavori di ammodernamento dell’autostrada A3. Il lavoro congiunto dei Carabineri di Reggio Calabria e della Compagnia di Villa San Giovanni ha portato alla custodia cautelare di presunti affiliati alla cosca Nasone-Gaietti di Scilla: si tratta della continuazione dell’operazione Alba di Scilla, portata a termine il 30 maggio scorso con 12 fermi. Tra i fermati anche tre operai di un cantiere: si pensa che possano avere contatti con la ‘ndrangheta e sono accusati di aver dato vita ad un sodalizio di tipo mafioso.

Da Salerno a Reggio Calabria – I tre operai appartenevano alla ditta Santa Trada, vincitrice di un subappalto dei lavori, e si sospetta che estorcessero denaro alla ditta appaltante. I tre, probabilmente sotto la guida della famiglia Nasone, agivano dall’interno del sistema come dei grimaldelli, essendo integrati nei cantieri dell’A3 e dipendenti di una ditta coinvolta nei lavori. Con un secondo provvedimento sono stati arrestati anche Giuseppe Fulco e la madre di 68 anni Gioia Nasone. Giuseppe, nipote del defunto boss Giuseppe Nasone, agiva recandosi presso i cantieri ed esigendo migliaia di euro, necessari per la prosecuzione dei lavori stessi: in caso di mancato pagamento la cosca operava danneggiamenti, come quello capitato nel cantiere Anas nel tratto Scilla-Favazzina sulla statale 18.  Questi fermi sono stati possibili grazie alla collaborazione, ritenuta preziosa dagli inquirenti, di molti imprenditori che si sono ribellati al giogo mafioso.

R. A.