Scontro istituzionale, Di Pietro sta con i pm di Palermo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:28

La notizia del conflitto di attribuzione sollevato ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei confronti della Procura di Palermo ha tenuto banco tutto il giorno. Nello scontro istituzionale, sul quale dovrà esprimersi la Corte Costituzionale, l’inquilino del Colle ha già incassato la solidarietà pressoché unanime del mondo della politica, fatta eccezione per il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro.

No alle interferenze – “Ha ragione il presidente della Repubblica quando sostiene che non devono esserci interferenze tra i vari organi costituzionali dello Stato e, proprio per questa ragione, ci auguriamo che nessuno, qualunque carica rivesta, interferisca con l’autorità giudiziaria nell’accertamento della verità“. E’ questo l’incipit della nota vergata ieri da Antonio Di Pietro per commentare l'”attacco” del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla Procura palermitana che non ha rinunciato ad acquisire alcune registrazioni telefoniche del capo dello Stato.

Al fianco dei magistrati – “L’Italia dei Valori si schiera, senza se e senza ma, al fianco di quei magistrati palermitani che stanno facendo ogni sforzo possibile per accertare la verità in ordine alla pagina buia rappresentata dalla trattativa tra Stato e mafiaha continuato l’ex togato – che ha umiliato le istituzioni ed ha visto magistrati del calibro di Falcone e Borsellino perdere la vita, mentre altri trattavano per farla franca”.

I dubbi su Mancino – “In uno Stato democratico, credo che tutti i cittadini abbiano il diritto di sapere se qualcuno abbia interferito nella ricerca della verità – ha insistito Di Pietro – E, nel caso specifico, è dovere dello Stato accertare le ragioni per cui un ex presidente del Senato, ex presidente del Csm ed ex ministro dell’Interno (Nicola Mancino, ndr) abbia cercato di interferire con le indagini, ricorrendo ai buoni uffici delle più alte cariche dello Stato per non dover rispondere delle proprie azioni davanti alla magistratura”.

Maria Saporito