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Bocchino-La Russa: battute al vetriolo sugli inni

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Il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, ha dato ieri il “la” a un botta e risposta con l’ex compagno di partito, Ignazio La Russa. Sui rumors relativi alla possibilità che il Pdl si sciolga per tornare alla formula originaria di Forza Italia: “I miei ex colleghi saranno costretti a cantare ‘Meno male che Silvio c’è’“, ha ironizzato il finiano. “Lui è già costretto a cantare ‘Bandiera rossa’“, gli ha replicato tranchant Ignazio La Russa.

Canzoni stonate – L’appartenenza politica? Per Italo Bocchino è anche una questione di inni“I miei ex colleghi erano convinti di portare a casa il bottino, cioè la parte che spettava a Fini nel Pdl – ha spiegato ieri ai microfoni de La Zanzara – E invece dovranno cantare per metà ‘Meno male che Silvio c’è’ e per l’altra metà l’inno di Forza Italia. Ma ve lo immaginate La Russa a cantare l’inno di Forza Italia? – ha rincarato il vicepresidente di Fli – Alla fine sarà costretto a farlo, del resto è un nazionalista”.

La replica velenosa – Una “puntura” a cui l’ex ministro della Difesa ha scelto di replicare seccamente. Intervistato in serata dal Tg3: “Non rispondo alle sciocchezze di Italo che è già costretto a cantare ‘Bandiera rossa’ insieme a Gianfranco Fini”, ha affondato La Russa.

Maria Saporito

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