Attentato bus, rintracciato kamikaze: E’ svedese ed è stato a Guantanamo

Sembrerebbe avere già un nome e un volto l’attentatore che ha colpito un gruppo di turisti israeliani appena arrivati nella cittadina bulgara di Burgas, causando la morte di 7 persone e ferendone 31. Si chiamerebbe Mehdi Ghezali e sarebbe un cittadino svedese, già segnalato per essere un estremista islamico. la notizia è in attesa di conferme ma a rivelarlo è stato il Times of Israel, basandosi su fonti bulgare. Per il riconoscimento e per cercare testimoni, dell’attentatore le immagini erano già state diffuse dalle televisioni del Paese; il video che lo riguarda sarebbe stato registrato dalle telecamere di sorveglianza. Gli accertamenti ed ulteriori indagini proseguono e intanto Teheran, accusata di essere il mandante strage, smentisce di esserne a conoscenza: “L’affermazione infondata di uomini di Stato del regime sionista è tipica del loro metodo, che ha uno scopo politico, ma è segnale di debolezza”.

Anche i media bulgari hanno rivelato l’identità del kamikaze che 33enne, svedese di origini algerine e finlandesi, conosce il Pakistan, l’Arabia Saudita e l’Afghanistan per studio e per viaggio. L’uomo seppur giovane è stato imprigionato a Guantanamo dal 2002 al 2004. Intanto l’Iran condanna l’attentato: “La Repubblica islamica è la maggiore vittima del terrorismo e riteniamo che il terrorismo metta a repentaglio la vita degli innocenti e che rappresenti una pratica disumana che condanniamo con forza. La posizione dell’Iran è quella di condannare tutti gli atti terroristici, in ogni parte del mondo”, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Proseguendo: “Le dichiarazioni prive di fondamento diffuse dal regime sionista e le accuse all’Iran di aver partecipato all’attentato contro il pullman dei turisti israeliani a Burgas è il consueto metodo, a scopo politico, dei sionisti, e un segno della loro debolezza”.

Irene Fini