Indagini trattativa, Messineo: Andiamo avanti, nessun obbligo di sospensione

Intercettato ieri dai giornalisti a conclusione di un intervento alla commissione Giustizia della Camera, il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, ha tradito grande serenità. “C’è una vicenda giuridica da esaminare – ha detto riferendosi al conflitto di attribuzione sollevato dal capo dello Stato contro la sua Procura – Continueremo a lavorare perché non c’è obbligo di sospensione”. 

In attesa di giudizio – “C’è una vicenda di carattere giuridico rispetto alla quale noi manifesteremo quello che è il nostro punto di vista”. E’ quanto ha dichiarato ieri il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, ai microfoni dei cronisti che lo hanno interpellato sul braccio di ferro ingaggiato col Quirinale sulle indagini che riguardano la presunta trattativa Stato-mafia. Giorgio Napolitano, come è noto, ha sollevato nei giorni scorsi un conflitto di attribuzione nei confronti dei magistrati di Palermo, incaricando la Corte costituzionale di risolvere la spinosa questione.

Nessuno stop – “Non ci sentiamo abbandonati perché non è una vicenda nella quale bisogna attendersi solidarietà – ha precisato Messineo – E’ un problema razionale da esaminarsi con i mezzi della ragione e della dottrina giuridica”. “Il conflitto di attribuzione non determina alcun ordine di sospensioneha poi chiarito il procuratore palermitano – Valuteremo in seguito se esiste l’opportunità di sospendere momentaneamente le attività in attesa che la vicenda venga definita”.

Critiche legittime – E alla giornalista che gli riferiva delle accuse mosse dal Pdl alla sua Procura: “Noi cerchiamo di fare il nostro dovere con modestia e impegno – ha risposto Messineo – non dico che ci riusciamo sempre, anzi probabilmente come tutti commetteremo degli errori, ma il nostro solo scopo è quello di gestire la giustizia in un’area dell’Italia che non è la più semplice del mondo”. “Le affermazioni sono legittime per chi le fa perché evidentemente rispecchiano il suo pensiero – ha aggiunto il procuratore di Palermo –  poi che siano vere o no è un’altra cosa”.

Maria Saporito