Rossella Urru: Pagato il riscatto. Tutte le tappe della mediazione

Libera Rossella Urru. Rapita in Mali il 23 ottobre scorso, finalmente dopo 270 giorni di prigionia è stata liberata nella giornata di ieri assieme ai due cooperanti spagnoli, Ainhoa Fernandez de Ruincon e Eric Gonyalons, e adesso è in viaggio per l’Italia. “Rossella Urru sta bene, è di buon umore, e in questo momento è sull’aereo che la sta portando in Italia. Atterrerà in serata all’aeroporto di Ciampino”, ha scritto in un messaggio su Twitter il ministro degli Esteri Giulio Terzi, tranquillizzando tutti sul destino della giovane cooperante.

Dopo mesi di trattative tra gli emissari del presidente del Burkina Faso, Blaise Campaoré, con gli emiri di Aqmi, qualcosa è iniziato a muoversi nella giusta direzione domenica scorsa quando dall’Italia è stata inviata la somma necessaria al riscatto. Si parla di 10 milioni di dollari a ostaggio, per un totale quindi di trenta milioni per i tre cooperanti. Nella prima proposta di trattativa il Mujao, Movimento per l’unicità e la jihad nell’Africa occidentale, non aveva fatto il nome di Gonyalons, voledolo usare come minaccia e leve nei riguardi del governo spagnolo per assicurarsi il pagamento e per farlo al più presto. Sorprendente la forza e la capacità organizzativa di questo gruppo di islamici che prima di questo rapimento era sconosciuto ai più e adesso sembra imporsi come nuovo gruppo forza in Mali. Dopo il no ufficiale alla prima proposta sono stati presi contatti segreti, attraverso mediatori. Logiche contorte che ci hanno mostrato un nuovo gruppo di  jihadisti molto esperto nella gestione dei sequestri, capace di gestire le notizie e di filtrarle attraverso vari media.

Irene Fini