Lenny Kravitz e Trombone Shorty, grandi performer per i 10 giorni suonati (foto)

Sono passati solo pochi mesi dall’ultimo show in Italia di Lenny Kravitz che, con il “Black and White Tour”, aveva fatto tappa a Treviso e Milano. Il rocker americano ritorna per tre date spettacolari, tra cui il festival “10 giorni suonati” al Castello Sforzesco di Vigevano.

L’open act della serata più che un artista emergente come di solito accade, è uno special guest vero e proprio: Trombone Shorty accompagnato dalla sua band “Orleans Avenue” arriva per la prima volta nel nostro Paese.  Pseudonimo di Troy Michael Andrews, si tratta di un trombettista e trombonista statunitense, il cui genere spazia dal jazz al funk fino al rock e all’hip hop. Nell’ambiente jazzistico è molto conosciuto e approvato da tutti i maggiori intenditori, ha collaborato tra gli altri con Mark Ronson, Erykah Badu, U2, Green Day e, ovviamente, Lenny Kravitz.
La performance è davvero strabiliante, il frontman suona la sua tromba e il suo trombone con una disinvoltura stupefacente, alternando anche parti in cui canta, con una voce davvero invidiabile. Tecnica sopraffina per un musicista capace di passare con estrema facilità e rapidità da tromba a trombone, cosa non proprio semplice.  Il pubblico è letteralmente rapito da Trombone Shorty, partecipa attivamente ad un’ora abbondante di eccezionale musica con applausi, cori e danze.

L’attesa per il concerto, già scaldata dal gruppo d’apertura della serata, diventa molto particolare. Dall’alto di una torre adicente il castello e adibita per l’occasione a camerino, si intravede l’ombra di una persona che si tiene in allenamento facendo esercizi e alzando pesi: Lenny si sta preparando allo show con il pubblico presente che ammira il rocker americano in un momento intimo della preparazione, prima di salire onstage.
Sono le ventidue in punto, la band composta da Gail Ann Dorsey al basso, George Laks alle tastiere, Craig Ross alla chitarra, Frank Vanderbilt alla batteria, Harold Todd al sax, Gabrial McNair al trombone e Louis Ludovic alla tromba prende posto sul palco sulle note di “Come On Get It”.

Ed ecco anche il momento di Lenny, con il suo incedere da super rockstar si presenta al pubblico e tra qualche ammiccamento e alcune delle sue mosse tipiche, impugna chitarra e microfono per una performance di altissimo livello.
Il poliedrico artista, che oltre ad essere un eccellente performer rock è anche sceneggiatore, interior designer e attore, sale sul palco dei “10 giorni suonati” per fare quello che probabilmente gli riesce meglio: cantare con la sua splendida voce, suonare la chitarra come un dannato del rock e proporsi ai fan con il suo fisico e la sua imponenza carismatica. Quindici i brani in scaletta, tra cui “American Woman”, “Are You Gonna Go My Way”, “Fields of Joy” e “Black And White America”, per citare le più famose.

Un concerto evento ed un plauso speciale agli organizzatori della BarleyArts che sono riusciti lungo tutta la rassegna a ricreare performance più intime per artisti che di solito si esibiscono in palazzetti enormi, permettendo ai fan accorsi di poter vivere un’esperienza live unica nel suo genere.

Pier Luigi Balzarini

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Fotografie di Pier Luigi Balzarini