Crisi, Monti e lo spread: Risultati deludenti, ma miglioreranno

Il venerdì nero della finanza ha costretto ieri il premier Mario Monti a fare i conti con numeri molesti. Con lo spread schizzato alle stelle in terra spagnola e assestatosi intorno alla soglia dei 500 anche in Italia, torna alto l’allarme sulla speculazione finanziaria che potrebbe compromettere la stabilità dell’intera zona euro. “Il  rischio contagio esiste e non da oggi”, ha dovuto ammettere il presidente del Consiglio, che tra le cause del tracollo borsistico italiano, ha indicato l’incertezza per il quadro politico nazionale dopo il 2013.

Spread da differenziare – E’ un Mario Monti insolitamente sulla difensiva quello che si è presentato ieri in conferenza stampa per commentare i numeri che certificano il preoccupante rialzo dello spread. Il Professore, che non ha fatto mistero della difficoltà del momento né della delusione per i risultati centrati, non ha comunque rinunciato a fare qualche precisazione. “Leggo oggi su un quotidiano – ha detto – due governi, stesso spread. Nel novembre del 2011 lo spread tra Italia e Germania era a 574. Undici mesi prima, nel novembre 2010, era a 160. Ha avuto un aumento di 414. Oggi, rispetto a novembre 2011, siamo a 490“.

Il futuro ignoto – “C’è una riduzione di 84 punti – ha evidenziato il premier – E’ certamente deludente, me la sarei aspettata molto più rilevante, ma c’è stata”. E ancora: “Non sono sorpreso – ha aggiunto il capo del governo riferendosi al rialzo del differenziale Bund-Btp – Risultati migliori verranno, ma purtroppo ci vorrà ancora un po’ di tempo“. E proseguendo nell’analisi, il Professore ha indicato le cause che – a suo giudizio – hanno ri-scatenato gli “appetiti” degli speculatori sul mercato italiano: “Hanno pesato sia l’incertezza dell’Europa per le insufficienze nella governance – ha detto – sia l’incertezza del quadro politico nazionaleperché, ha proseguito Monti nel suo ragionamento, “il futuro è ignoto”. 

Contagio in corso – Da qui l’appello ai partiti: “E’ importante che le forze politiche trovino un accordo sulle riforme politiche istituzionali perché – ha precisato il premier – con l’avvicinarsi della conclusione dell’esperienza di questo governo, è essenziale che in Italia e all’estero ci sia fiducia“. E sulla possibilità che l’Italia sia costretta a chiedere l’aiuto dell’Europa: “Per la dignità del paese, per il senso di fiducia in noi stessi, per il rispetto di cui i cittadini godono sul piano internazionale – ha notato Monti – fa molta differenza farcela con le proprie forze o con gli aiuti di salvataggio dell’Europa”. “Il contagio nell’eurozona è in corso e non da oggi – ha concluso il presidente del Consiglio riferendosi alle cattive notizie provenienti da Madrid – Dobbiamo operare affinché l’Europa si doti di più efficaci strumenti di lotta contro il contagio”.

Maria Saporito