Rufus Wainwright conquista il pubblico di Venezia

Unica data italiana – Non poteva esserci una cornice migliore per accogliere nella sua unica data italiana Rufus Wainwright. La suggestiva location del Teatro Verde sull’isola di San Giorgio a Venezia ha offerto, con la sua natura e l’atmosfera quasi sospesa tra passato e presente, il palcoscenico più adatto all’esibizione del cantautore canadese.
Wainwright ha saputo conquistare il pubblico presente grazie al suo talento cristallino messo in evidenza dal solo accompagnamento del pianoforte e di una chitarra, che gli ha creato non pochi problemi visto che per ben due volte si è spezzata una corda a causa dell’umidità o forse dello spirito di Vivaldi che non voleva sentirlo suonare, ha scherzato l’artista.

Non solo musica – L’ironia è un altro degli elementi che non sono mancati nella seconda serata della rassegna musicale L.i.VE. in Venice organizzata da Ponderosa Music & Arts: dalle battute sulla sua passione per le canzoni tristi e deprimenti, alla mancanza di memoria nel ricordare gli accordi di una canzone.
Momenti leggeri che si sono alternati a brevi racconti ed aneddoti come il ricordo emozionato della madre Kate, a cui era molto legato, con cui aveva visitato Venezia qualche anno fa in occasione della Biennale Arte, i riferimenti alla figlia Viva o i progetti che spera potrebbero presto riportarlo nella città lagunare magari proprio per presentare al Teatro La Fenice l’opera da lui composta, o alla Mostra del cinema Sing Me the Songs That Say I Love You, il documentario del concerto evento dedicato alla mamma, anche lei artista di grande talento.

Passato e presente – La scaletta del concerto ha offerto una selezione di brani in grado di dimostrare la grande versatilità di Rufus Wainwright: dall’aria finale della sua opera Prima Donna, alle canzoni da molti definite come più pop tratte dal suo ultimo album Out of the Game, passando per le ballate malinconiche, qualche accenno più rock e country, i brani dal cd Songs for Lulu, e la dolcezza che contraddistingue Montauk, composizione dedicata alla figlia Viva. Nonostante la mancanza di una band, anche le canzoni più recenti, prodotte da Mark Ronson, non hanno perso il loro carattere e Jericho o Out of the Game hanno mantenuto il loro ritmo accattivante. Grazie all’incredibile capacità vocale e al talento come compositore, Wainwright riesce a trasformare ogni argomento, anche il più quotidiano e semplice, in una musica raffinata e di grande qualità, di cui è quasi impossibile non innamorarsi.
Who Are You New York?, Martha, la versione musicata di uno dei sonnetti di William Shakespeare (parte di un altro dei tanti progetti ricchi di fascino realizzati dal cantautore), Zebulon e Cigarettes And Chocolate Milk sono solo alcune delle canzoni che il pubblico ha avuto il privilegio di ascoltare prima dei tradizionali bis. The Art Teacher, e On My Way To Town (brano composto dalla madre Kate McGarrigle), hanno poi dato spazio alla cover di Hallelujah, uno dei brani simbolo della carriera di Leonard Cohen (nonno di Viva, la figlia di Rufus), e alla meravigliosa Foolish Love, epilogo di un concerto di altissima qualità artistica che ha regalato tante emozioni.

Beatrice Pagan