Taglio Province: ecco come cambierà l’Italia

Una scure terribile quella approntata dal governo Monti e che si appresta a tagliare più di metà delle Province italiane esistenti. Ne dovrebbero restare solo 43. L’idea, votata al risparmio e cuore pulsante della Spending Review, è quella di accorpare un gran numero di territori ed il criterio principe sarà quello della dimensione, sia in fatto di superficie che in fatto di numero di abitanti. Una provincia per restare in vita dovrà avere non meno di 350.000 abitanti ed estendersi per almeno 2500 km quadrati. I provvedimenti sono contenuti nel decreto approvato ieri dal Governo, il quale spera di trasformarlo in legge entro il 2012

Mega Province in Emilia Romagna? Le ipotesi al vaglio sono molte e sfruttano diversi possibili criteri di accorpamento. L’Emilia e la Romagna, potrebbero essere suddivise in due grandi macroaree, una più padana (Piacenza, Parma, Modena, Reggio Emilia)  e l’altra più adriatica (Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna)  ferma restando l’esistenza di Bologna, come capoluogo di Regione e “città metropolitana” (assieme ad altre nove: Roma, Genova, Torino, Milano, Venezia, Firenze, Bari, Reggio Calabria, Palermo). Un’altra area adriatica potrebbe essere istituita in Abruzzo. riunendo Chieti, Pescara e Teramo, salvaguardando invece il capoluogo L’Aquila. Con buona pace dei campanilismi storici e dei derby calcistici locali, che tanto appassionano gli italiani. In tutto gli enti provinciali dovrebbero ridursi da 107 a 43. A scomparire, tramite accorpamenti vari, saranno in 64.

I nuovi enti locali provinciali vedranno ridotte anche le loro competenze.  Si occuperanno infatti “solo” di Ambiente, Viabilità e Trasporti. Le restanti attività fino ad ora esercitate saranno di fatto trasferite ai Comuni, un provvedimento questo, contenuto nel decreto Salva Italia.

A.S.