Bologna, morto anche il gemellino del bambino gettato nei rifiuti

Una storia sfortunata quella dei due gemellini nati dalla madre ventunenne a Ozzano Emilia, in provincia di Bologna. La ragazza dopo aver dato alla luce in casa il primo dei due fratelli lo aveva gettato nell’immondizia, dove la polizia lo aveva ritrovato già morto, poi condotta  all’ospedale Sant’Orsola di Bologna da giovedì notte ha dato ala luce il secondo gemellino. Le condizioni del bambino arrivato alla 23 settimana di gestazione e di soli 450 grammi, sono state ritenute subito molto gravi ed era stato disposto un tutore che si sarebbe occupato del piccolo, ricoverato in terapia intensiva prenatale in prognosi ‘estremamente riservata’ purtroppo però non ce l’ha fatta.

La giovane madre durante la gravidanza aveva tenuto nascosto tutto alla famiglia e adesso è accusata di infanticidio, occultamento di cadavere e per interruzione di gravidanza fuori dai limiti della legge 194. Il portavoce della Procura ha rilasciata una prima cauta valutazione sull’accaduto: “È una vicenda drammatica anche perché accaduta in un contesto territoriale ove bastava chiedere aiuto sociosanitario per ottenerlo”, aggiungendo “Per la qualificazione giuridica del reato occorre attendere l’esame medico legale perché è fondamentale accertare se il bimbo sia nato vivo oppure no”.

Drammatica la reazione dei genitori ignari di tutto finché rientrando in casa si sono scontrati con la realtà: “Non sapevamo che fosse incinta. Ma gli errori dei nostri figli sono anche i nostri. Se lei ha sbagliato, pagherà”. La ragazza ha continuato a ripetere di aver fatto tutto da sola e ha indicato alla polizia il nome del padre dei bambini che però interrogato ha negato tutto dichiarando di non frequentare la ragazza da mesi. I periti dovranno inoltre capire se la donna assumesse farmici e se il parto è stato spontaneo o provocato.

Irene Fini