Il killer di Batman aveva un complice nella sala. Le foto delle vittime

Obama in Colorado – James Holmes, il killer della prima di Barman in Colorado, aveva la casa piena di esplosivi e altre sostanze pericolose. La  polizia ha disinnescato tutti i congegni e, dopo aver raccolto le prove necessarie, è uscita dall’abitazione con il portatile e l’hard disk dell’assassino, lasciando la casa impacchettata di plastica nera per evitare sguardi indiscreti. Alle 23:30, ora locale, Obama arriverà in Colorado per incontrare per un paio d’ore le famiglie delle vittime della sparatoria, di cui ormai si conoscono i nomi e i volti.

Qualcuno gli ha aperto la porta – Un testimone presente nella sparatoria ha dichiarato un particolare ulteriore: Holmes sarebbe stato fatto entrare nella sala da una persona che era già presente nel cinema. In un’intervista a KCNC, il testimone afferma: “Ero seduto al mio posto, quando ho notato una persona che nella fila davanti, sulla destra, ha ricevuto quella che sembrava una telefonata. Si e’ alzato e mosso verso l’uscita di sicurezza e ho pensato che fosse un posto strano per rispondere al telefono”. Successivamente la polizia ha verificato che era proprio da quell’uscita di sicurezza che era entrato il killer. Secondo questa ipotesi quindi Holmes non sarebbe stato solo, ma avrebbe un complice non ancora identificato.

Tutti vogliono ucciderlo – Intanto il killer non ha mostrato segni di rimorso. E’ stato messo in cella di isolamento per la possibilità che qualche parente delle vittime in preda alla rabbia decida di ucciderlo. “Sputa alle guardie, sputa a tutti, si comporta in modo bizzarro” riferiscono fonti al Daily News che testimoniano il comportamento squilibrato del ragazzo in carcere. I carcerati lo hanno chiamato il “killer di bambini”, in riferimento alla morte della bimba di 6 anni. “Tutti parlano di ucciderlo e cercano un’occasione” riferisce ancora il Daily News.

Michela Santini