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Delitto di Trapani: il marito incastrato da tracce di sangue

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Sarebbe stato incastrato da tracce di sangue sui pantaloni il marito della donna di Trapani trovata carbonizzata. La donna, Maria Anastasi, casalinga di 39 anni, al nono mese di gravidanza, era stata trovata nelle campagne di Trapani, ai piedi di Erice, e secondo le prime indagini e il successivo esito dell’autopsia, sarebbe prima stata colpita alla testa con un corpo contundente, probabilmente un piccone, poi cosparsa di benzina e bruciata.

Per il delitto era stato accusato il marito Salvatore Savalli, 39 anni, che però aveva puntato il dito contro la propria amante, Giovanna Purpura, scaricando su di lei l’intera responsabilità del brutale omicidio. La donna, a sua volta, si era difesa addossando a Salvatore la colpa dell’atto compiuto, sostenendo di essere stata semplice spettatrice dell’atroce delitto e di non aver potuto far niente per fermare l’uomo. Entrambi si trovavano in carcere con l’accusa di concorso in omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà.

Ora però l’esito degli esami effettuati dagli agenti del Ris, guidati dal colonnello Sergio Schiavone, hanno evidenziato la presenza di microtracce di sangue sui pantaloni e sulle scarpe indossati dall’uomo proprio la sera dell’omicidio. Le tracce incastrerebbero definitivamente Savalli e confermerebbero la versione data dall’amante secondo la quale sarebbe stato lui a compiere l’omicidio, scagionandola automaticamente dalle accuse.

Marta Lock