Stragi in Siria, allarme armi chimiche. Terzi: Pulizia etnica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:54

La situazione siriana “rasenta la pulizia etnica e i crimini contro l’umanità”, l’esercito siriano sta prendendo misure nei confronti della popolazione “ben al di là di qualsiasi altra repressione che abbiamo visto nei Paesi delle primavere arabe, è qualcosa che nel nostro mondo non deve esistere”. A dirlo è l’ambasciatore italiano Terzi, da Bruxelles, commentando le stragi che si stanno susseguendo in Siria ad opera dell’esercito fedele ad Assad. Proseguono senza tregua i bombardamenti e  a livello internazionale si discutono le strategie: l’Unione Europea ha deciso di estendere le sanzioni contro il governo siriano di Assad e di rafforzare l’embargo sulle armi; nel frattempo si attende una soluzione unitaria da parte dell’Onu, bloccata da Russia e Cina contrarie ad una risoluzione.

Il regime non si limita ai bombardamenti e risponde alla comunità internazionale minacciando l’uso di armi chimiche: “La Siria non userà mai le sue armi chimiche o biologiche contro i siriani, qualunque cosa accada. Le useremo soltanto se ci troveremo di fronte a un’aggressione esterna”, ha detto il ministro degli Esteri Jihad Makdissi, ammettendo per la prima volta che l’esercito siriano le possiede. La Lega Araba stessa ha chiesto le dimissioni di Assad e la nomina di un governo di transizione, suggerimento che non ha ottenuto alcun effetto: “Siamo desolati che la Lega Araba si sia abbassata a questi livelli nei confronti di un paese membro. Una decisione del genere compete al popolo siriano, che è il solo padrone del proprio destino”, ha commentato ancora Makdissi.

Irene Fini

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