Tagli alle Province, a rischiare sono le scuole

Tagli delle Province oltre il 50%: solo 43 le rimanenti – L’idea contenuta nella Spending review di accorpare vari territori principalmente sostenendo il criterio della dimensione porterebbe a 43 il numero complessivo delle Province in Italia, un taglio che equivale a più del 50% del numero attuale. Le Province nate da questi “rimpasti” vedranno anche diminuire le proprie competenze, limitate ad Ambiente, Viabilità e Trasporti, mentre le rimanenti passeranno invece nelle mani dei Comuni.

Come verrà assicurato l’anno scolastico? – Le critiche mosse al provvedimento non sono solo di tipo ideologico, Giuseppe Castiglione, presidente dell’Upi, Unione delle province d’Italia, è intervenuto per mettere in guardia sui problemi reali che si dovranno sostenere: “non siamo nelle condizioni di poter assicurare l’apertura dell’anno scolastico. La metà delle province andrà in dissesto”. Alle sue parole si aggiunge anche Piero Lacorazza, presidente della provincia di Potenza: “Il tanto annunciato non apriranno le scuole, questa volta sarebbe vero, non è una esagerazione”.

Castiglione ha spiegato il suo intervento durante un conferenza stampa a Roma dove ha indicato quelli che ritiene essere i punti critici di questo drastico intervento. Secondo il presidente dell’Upi dovrebbero essere “i territori a poter decidere”, inoltre i termini stabiliti per l’accorpamento, 40 giorni, sarebbero eccessivamente pochi e il governo dovrebbe finalmente “dare vita alle città metropolitane.

Irene Fini