Addio a Sally Ride, prima donna americana ad andare nello spazio

Morta Sally Ride – Si è spenta nella giornata di ieri, dopo una grave malattia che l’aveva colpita, la 61enne Sally Ride, la prima donna americana nello spazio. La Ride è morta per un tumore al pancreas che l’ha stroncata all’età di 61 anni. Subito dopo la sua morte, avvenuta nella giornata di ieri, si è resa nota anche la sua lunga relazione omosessuale, durata 23 anni, con la dottoressa Tam E. O’Shaughnessy, che lavorava nella compagnia che la Ride aveva fondato nel 2001.

Sally Ride e il riscatto delle donne americane – Piccola, minuta, dal fisico gracile, ma sempre sorridente, Sally Ride ha rappresentato il riscatto delle donne americane. Cresciuta a Los Angeles, dopo aver conseguito una laurea in fisica e una in inglese all’Università di Stanford, Sally Ride decise, nel 1978, di entrare nella Nasa. Si era ancora all’inizio dell’era spaziale e la Nasa cominciava a preparare i suoi uomini, i primi astronauti del programma Mercury. Anche un gruppo di donne, con a capo proprio Sally Ride, chiese, all’epoca, alla Nasa, di avere le stesse possibilità concesse ai loro colleghi maschi. La risposta fu negativa. Il gruppo si sottopose privatamente ai test a cui erano sottoposti gli astronauti, e li superarono, alcune addirittura con livelli maggiori rispetto ai loro colleghi maschi.

Politica contraria alle donne astronaute – Questo nutrito gruppo di donne astronaute cercarono degli appoggi politici per far sentire la loro voce: riuscirono addirittura ad avere un incontro con l’allora vice presidente Johnson, che era presidente dello Space Council, ma anche lui si rifiutò di aiutarle. Solo vent’anni dopo l’America e la Nasa aprirono il reclutamento alle ‘minoranze’, così come si leggeva allora sul bando, ovvero alle persone di colore e alle donne. Intanto però, la paracadutista sovietica Valentina Tereskova nel 1963 diventò la prima donna ad andare nello spazio.

Sally Ride, ambasciatrice dello spazio – Era il 1983 e Sally Ride si trovava a bordo della shuttle Challerger, riscattando così il diritto delle donne americane a salire in orbita. L’anno successivo, era il 1984, un secondo volo tra le stelle la incoronò ‘ambasciatrice dello spazio’, come venne ufficialmente definita dall’opinione pubblica. Con due voli a bordo dello shuttle, nel 1983 e nel 1984 entrambi sul Challenger, Sally Ride ha trascorso complessivamente più di 343 ore in orbita, entrando così nella storia.

Maria Rosa Tamborrino