Spread alle stelle: per Monti è colpa dell’Europa

Dopo il venerdì nero, è arrivato ieri il lunedì nerissimo, segnato da una vertiginosa salita dello spread per i titoli di Stato spagnoli e italiani. L’allarme lanciato dai mercati – che continuano a dimostrare di fidarsi poco della “ricetta” europea – non può non essere raccolto, tanto che il presidente del Consiglio, Mario Monti, in trasferta a Mosca, ha dovuto necessariamente fornire un commento. All’insegna dell’autodifesa.

Non è colpa dell’Italia – “E’ ovvio che, come rivela lo spread, c’è grande nervosismo sui mercati, ma questo ha poco a che fare con l’Italia e dipende semmai da notizie e indiscrezioni sull’applicazione delle decisioni prese a Bruxelles“. E’ questo ciò che il premier Mario Monti ha detto ieri dalla Russia a commento dell’ennesima notizia sul “crollo” della Borsa di Milano e sul picco dello spread che, nella prima parte della giornata, ha sfondato quota 530.

Monti come il Cavaliere? – Un ragionamento, quello del Professore, che ricorda l’analisi fornita dal suo predecessore, che – messo alle strette dai detrattori sullo spread impazzito – indicava l’Europa come principale responsabile. “L’accordo raggiunto (sullo scudo anti-spread, ndr) – ha continuato Monti – dovrebbe essere implementato senza rumore e in tempi brevi”, ma non è facile farlo“nel breve periodo”, ha dovuto ammettere il premier, perché ci sono tante “riserve”.

Le resistenze interne – Riserve riconducibili non solo alla solita Germania, ma anche a quei paesi dell’Europa del Nord (Finlandia e Olanda in prima fila) che hanno già palesato grande insofferenza per le misure formulate dall’Ue per venire incontro alle difficoltà degli spagnoli e degli italiani. Da qui la decisione del presidente del Consiglio – che in agosto raggiungerà Helsinky nella speranza di “sciogliere il cuore” dei finlandesi – di puntare tutto sulla cosiddetta economia reale.

Meglio l’economia reale – “A fronte della situazione difficile dell’eurozona – ha spiegato il Professore – la ricetta deve essere quella di rafforzare i rapporti nell’economia reale, industriale e commerciale. E la Russia – ha precisato – rappresenta un partner strategico per l’Italia”. Ieri il premier ha incontrato prima l’omologo russo, Dimitri Medvedev, e poi il presidente Vladimir Putin. I faccia a faccia hanno fruttato la stipula di nuovi accordi commerciali tra i due paesi, salutati con soddisfazione dal presidente del Consiglio. “E’ la prova di quel che è stato fatto – ha osservato Monti – e del molto che è ancora fattibile“.

Maria Saporito