Processo Dell’Utri: Berlusconi non testimonierà

Niente deposizione per l’ex premier Silvio Berlusconi – La Corte d’appello di Palermo ha decretato che l’ex premier Silvio Berlusconi non deporrà nel nuovo processo d’appello ai danni del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello, che, dopo aver respinto la richiesta avanzata dal procuratore generale Luigi Patronaggio, ha definito ‘né rilevante né decisiva’ la testimonianza del leader del Pdl, che sarebbe dovuto comparire in udienza come testimone assistito, in quanto egli era tra gli ex indagati di reato connesso nel vecchio processo sempre a carico del senatore del Pdl Dell’Utri.

Processo lampo ad ottobre – Un processo lampo, rapido, dunque, quello che aspetta il senatore Marcello Dell’Utri, che, così come disposto dalla Cassazione, dovrà soffermarsi soltanto sul periodo compreso tra il 1978 e il 1982. Visti i limiti stabiliti dalla Corte di Cassazione e determinati dalla natura stessa del processo di rinvio, i giudici hanno deciso di riaprire l’istruttoria dibattimentale solo con l’esame testimoniale di un ex bancario, Giovanni Scilabra, che nel 1986, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto la visita di Marcello Dell’Utri e dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. Non saranno prese in considerazione neanche le intercettazioni telefoniche tra il senatore Pdl e il figlio dell’ex sindaco di Palermo, Massimo Ciancimino.

Richieste respinte dalla Corte d’Appello – Tra le richieste respinte dalla Corte d’Appello, c’è anche quella di convocare il pentito Giovanni Brusca perché parlasse della trattativa Stato-mafia. I giudici, che hanno sottolineato come su questo punto le dichiarazioni del collaboratore siano apparse sempre contraddittorie, hanno disposto di acquisire i verbali di Brusca limitatamente alle parti relative alle estorsioni ai danni di Berlusconi, limitando il racconto di fatti precedenti all’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima.

Maria Rosa Tamborrino