Legge elettorale della discordia: tra Alfano e Bersani volano gli stracci

E’ la priorità politica riconosciuta da tutti – ed enfatizzata, ad ogni piè sospinto, anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – eppure la riforma elettorale appare sempre più come una “chimera” irrealizzabile. Ieri Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano sono tornati a marcare le loro distanze sulla legge elettorale, infrangendo le speranze di quanti prefiguravano un imminente accordo. A dividerli è soprattutto il nodo sulle preferenze, considerate irrinunciabili dal segretario del Pdl e irricevibili da quello del Pd.

Intesa difficile – Continua il braccio di ferro dei partiti sul terreno scivoloso della riforma elettorale. Con l’approssimarsi della sospensione dei lavori parlamentari per il break estivo, l’ipotesi che si giunga a un’intesa sulla legge che dovrebbe mandare in soffitta l’odiato Porcellum si fa sempre più remota. Come certificato, tra l’altro, dalle parole consegnate ieri dai due leader della maggioranza, Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani.

Il messaggio di Alfano – A partire è stato il pidiellino: “Sappia il Pd – ha detto Alfano – che abbiamo il serio intendimento di approvare la legge elettorale: ci dicano sì sulle preferenze e questa sera l’intesa è chiusa”. “Io attribuisco grandi grandi possibilità al raggiungimento di un accordo sulla legge elettorale – ha insistito il segretario del Pdl – e crediamo che un’intesa non sia neanche così lontana, ma gradiremmo che il Pd non facesse un gioco poco leale“. 

Bersani non sia testa dura – “Dentro questa priorità che è la riforma elettorale – ha continuato l’ex Guardasigilli – c’è la priorità della individuazione dell’elezione diretta del deputato e del senatore da parte del cittadino. Al Pd glielo diciamo da settimane e settimane. Dico a Bersani di non essere testa dura – ha rincarato Alfano – altrimenti dovrà spiegare agli italiani che vuole tenersi il Porcellum“.

L’uovo di giornata – La reazione del democratico non ha tardato ad arrivare: “Bersani è piuttosto irritatoha detto parlando di sé in terza persona il segretario del Pd – perché questo è un uovo di giornata, mentre ieri sera era diverso. Aspetto domani mattina perché siamo al settimo-ottavo messaggio diverso. C’è un punto solo da chiarire – ha tagliato corto il democratico – si vuol fare e alla svelta? Se sì, la soluzione si trova. Ci sarebbero le condizioni per chiudere, ma ho dei dubbi che si voglia. Spero che nei prossimi giorni – ha concluso il segretario del Pd – il dubbio si sciolga”.

Maria Saporito