Ecco il piano del killer: annunciato prima della strage via posta

Piano pianificato – Il killer della prima di Batman aveva premeditato tutto accuratamente. Il folle piano era stato appuntato su un quaderno curando fino ai minimi dettagli ed era stato spedito a uno psichiatra prima della strage. A riferirlo l’emittente televisiva americana Fox News. Il plico però è rimasto chiuso per una settimana in una cassetta postale dell’Università del Colorado e solo lunedì scorso lo psichiatra a cui era indirizzato il pacco lo ha aperto. Appena l’uomo ha verificato il mittente ha subito chiamato l’Fbi: il quaderno era pieno di dettagli sulla strage che aveva pianificato.

Diritto del porto d’armi – Intanto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha promesso che continuerà a lavorare duramente per dare più sicurezza ai cittadini ed evitare che stragi di questo tipo si ripetano di nuovo.
Un lavoro che verrà fatto in collaborazione con il Congresso per lottare contro la violenza dovuta al possesso indiscriminato di armi. Quella sulle armi è oggi una tematica molto accesa in America: a cinque giorni dalla strage di Aurora, in Colorado, dove un 24enne di nome James Holmes ha ucciso 12 persone entrando in un cinema a mezzanotte e iniziando a sparare all’impazzata, la gente si chiede come sia possibile che un ragazzo possa essere in possesso di un tale arsenale senza essere scoperto.

Obama – “Davanti ad una tragedia grave come quella – ha detto Obama, con una trasparente allusione alle potenti lobby delle armi – c’é sempre un appello all’azione, si parla di riforme e di nuove leggi. E troppo spesso questi sforzi falliscono a causa della politica e dei gruppi di pressione”. L’idea del presidente è quella di imporre controlli più rigidi e severi per chi acquista armi. Tuttavia Obama afferma: “Riconosciamo le tradizioni dei proprietari di armi, passate di generazione in generazione. La caccia e il tiro sportivo fanno parte di un patrimonio nazionale che difendiamo e rispettiamo“, ha assicurato. “Ma penso anche – ha poi precisato – che molti proprietari d’armi sarebbero d’accordo sul fatto che gli AK-47 (fucili d’assalto, ndr), siano al loro posto nelle mani dei soldati, non dei criminali. Che sono al loro posto sui campi di battaglia, non nelle vie delle nostre città”.

Michela Santini