Ilva, Vendola: Coniugare le ragioni dell’ambiente e dell’industria

”L’Ilva non è finita. E’ finita l’epoca in cui il diritto alla salute e quello all’ambiente potevano essere considerati marginali rispetto alle prerogative del profitto e della crescita economica. Non è vero che o si sceglie per ambiente e per la salute o per l’economia. Da una parte c’è il fondamentalismo ambientalista, dall’altra un industrialismo cieco. Intervistato da TgCom24, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola commenta così il provvedimento di sequestro di grossa parte dello stabilimento Ilva di Taranto. ”Il Procuratore Sebastio e il Procuratore Generale Vignola hanno offerto indicazioni che chiariscono in questo momento di confusione la vicenda. Il sequestro – sottolinea il Governatore – non significa lo spegnimento dell’Ilva. Non siamo all’ultima parola del più grande siderurgico d’Europa. Siamo in una fase di accertamento di una relazione tra inquinamento e patologie. L’Ilva deve poter interloquire con la Procura, se saranno rispettate le prescrizioni e l’Ilva, in questo tempo occupato dal riesame, fino all’ultima istanza, darà segnali di ottemperare alle prescrizioni, potrà essere riconsiderato il procedimento giudiziario”.

Un colpo al cuore dell’economia pugliese – Per Vendola la sfida è coniugare le ragioni dell’ambiente e le ragioni dell’industria. Comincia un colloquio che indicherà il sentiero utile per ambientalizzare gli apparati produttivi dell’Ilva e ripristinare la legalità per salvare una grande fabbrica che dà lavoro a migliaia di operai”.”Chiudere l’Ilva – prosegue il leader di Sel – significa infliggere un colpo drammatico all’industria italiana. Per la Puglia significa un colpo al cuore dal punto di vista delle prospettive economiche. Ma la prevalenza va al dritto alla vita e alla salute. Noi anche sfidando le ire del sistema di impresa e il sorriso ironico di tanta buona stampa borghese all’Ilva non abbiamo mai fatto sconti. Se oggi dai camini dell’Ilva vengono sputati 3 grammi e mezzo di diossina, quando, fino a qualche anno fa, l’Ilva ne sputava fuori mezzo chilo vuol dire che abbiamo raggiunto dei risultati”.