Sherwood Festival: Negrita scatenati sul palco (foto)

Ieri sera, nella suggestiva location di Parco San Giuliano Mestre, si è tenuto il concerto dei Negrita, la rock band aretina in tournèe dal 29 giugno per tutta Italia con il Dannato Vivere Summer Tour 2012. Il loro ritorno avviene dopo tre anni di assenza dallo Sherwood Festival, fortunata rassegna musicale consolidata ormai da anni Padova e rinnovata per la prima volta a Mestre dal 20 luglio al 5 agosto. Dal parcheggio dello Stadio Euganeo, con un bel salto in laguna, Sherwood Festival ospita ogni sera artisti della scena musicale italiana, con una cornice di stand gastronomici e mercatini di vario genere (dai libri e cd usati, all’abbigliamento e pelletteria).

Pau ed i suoi sono saliti sul palco dello Sherwood poco dopo le 22 ed hanno regalato ai loro fans una notte di adrenalinico rock. Dopo aver aperto il live con “Cambio”, hanno scatenato il pubblico, letteralmente “Fuori Controllo”, con alcuni brani tratti dal fortunato album Helldorado: “Il Libro in Una Mano, la Bomba nell’altra”, “Che rumore fa la Felicità”, “Radio Conga” e “Salvation”, per poi regalare pezzi del nuovo disco Dannato Vivere tra cui “Immobili”, “Il Giorno delle Verità” (cantata dal chitarrista Enrico “Drigo” Salvi), “Brucerò per Te” e “Un giorno di ordinaria magia”. A questi hanno intervallato salti nel passato con “Bambole”, “In Ogni Atomo”, “Rotolando Verso Sud”, “Magnolia” e “A Modo Mio”.

Piccolo break per riprendere la carica e tornare sul palco con “Transalcolico”, durante il quale Pau ha dispensato fontane di birra alle prime file, seguita da “Sex” e la ballad “Ho Imparato a Sognare”. Gran finale con la scatenata “Mama Mae” e chiusura con l’inno alla “Gioia Infinita”, consolidato augurio di buona vita che i Negrita dispensano al loro pubblico al termine di ogni concerto.

Appuntamento domani a Pescara per la prossima tappa. Per il calendario completo http://www.negrita.com/tour/

Stefania Clerici

Ciccando in basso a destra si accede ad un’esclusiva photogallery del concerto

Fotografie di Roberto Finizio