Giappone: una catena umana contro il nucleare

Il popolo giapponese contro il nucleare – Il popolo antinucleare giapponese è sceso in piazza, unito nella protesta pacifica, contro la decisione del governo di Tokyo di riattivare due reattori della centrale di Oi dopo il disastro di Fukushima del marzo del 2011, causato da una devastante sisma-tsunami. Migliaia di persone si sono riunite, nella giornata di ieri, proprio di fronte al Parlamento, formando una vera e propria catena umana, tutti unanimi nel grido “Non voglia l’energia nucleare”.

Movimento anti-nucleare giapponese – Quella di ieri è solo l’ultima di una serie di manifestazioni indette dal movimento anti-nucleare in Giappone, che, dal tragico evento del marzo 2011, è cresciuto notevolmente. La più grande manifestazione organizzata da questo movimento si è avuta una decina di giorni fa quando, un folto numero di persone, tra le 75 mila e le 170 mila persone, si sono riunite in un parco della capitale dando vita alla più grande manifestazione mai organizzata dalla tragedia di Fukushima.

Sconfitto il candidato che proponeva l’uscita dal nucleare – La manifestazione che c’è stata nella giornata di ieri è avvenuta proprio lo stesso giorno in cui è stato sconfitto alle elezioni regionali il candidato di un partito che proponeva entro il 2020 la fuoriuscita dal nucleare e la sostituzione dell’atomo con le energie rinnovabili. Alla protesta ha preso parte gente di ogni età e proveniente da vari ambiti sociali, culturali, ed economici: pensionati, giovani, studenti, famiglie; tutte queste realtà si sono unite formando una catena umana contro l’utilizzo del nucleare in Giappone e la riattivazione dei due reattori della centrale di Oi.

Maria Rosa Tamborrino