Strage di Denver: pacco misterioso inviato allo psichiatra

Denver, 142 capi d’accusa per James Holmes, e misteri tutti da chiarire. – James Holmes, autore della strage di Denver, secondo la difesa era già da tempo in cura presso uno psichiatra, il dottor Lynne Fenton. Proprio a lui, prima del folle gesto, avrebbe anche inviato un pacco postale. Circostanze, queste, ancora da comprovare, ma che sembrerebbero delinearsi come concrete, dato che le autorità pare abbiano già intercettato sequestrato il pacco, che non era stato ancora ricevuto dal dottor Fenton. Silenzio assoluto riguardo al contenuto, che secondo alcune indiscrezioni era un pc portatile contenente del materiale descrittivo su una futura strage. Secondo altre fonti cosiddette “ben informate” i problemi mentali del ragazzo sarebbero dovuti ad una sua infatuazione per una ragazza squillo dai capelli rossi, più volte contattata da Holmes di recente, in onore della quale si sarebbe tinto la chioma giorni or sono. Viso angelico, lineamenti regolari e sguardo perso nel vuoto, questo enigmatico James Holmes sarebbe stato descritto dalla ragazza, già interpellata, come un tipo assai violento. Tutte da verificare, ad oggi, anche queste dichiarazioni.

Pareri discordanti sul web. – Si avvicina sempre di più, intanto, il rischio concreto di una possibile pena di morte per James Holmes. 142 i capi d’accusa complessivi, di cui 24 riguardano l’omicidio di primo grado: due per ognuna delle dodici vittime della strage avvenuta nel cinema Aurora alla prima di Batman. Con questa richiesta l’accusa sta cercando di chiedere che sia particolarmente punito il fatto che le uccisioni siano state, secondo la più dura tesi di cui si sta discutendo in tribunale, premeditate e addirittura pianificate con cura. Intanto, gli psicologi e gli psichiatri sono costantemente al lavoro per fare un po’ di luce sulla personalità del ragazzo: non solo quelli convocati dal tribunale, ma anche migliaia di esperti e sedicenti tale stanno invadendo la rete con pareri tra i più disparati del caso.

Le perizie psichiatriche. – Ancora non è lecito, intanto, conoscere con qualche certezza qualcosa circa le reali condizioni psichiche di Holmes: in aula siede quieto accanto al suo avvocato. Appare triste, depresso. Completamente passivo. Di tanto in tanto sgrana gli occhi, senza nulla lasciar trapelare riguardo i suoi pensieri, le paure che forse attraversano la sua mente. Ma anche queste, a detta di alcuni, possono essere nient’altro che tattiche studiate freddamente a tavolino, e magari addirittura elaborate dalla difesa, con l’intento di far credere che James Holmes non sia mentalmente in grado di intendere e di volere. Dimostrare questo servirà, in caso di condanna, a concedere ad Holmes l’ergastolo al posto della pena capitale. La prossima udienza avrà intanto luogo tra 35 giorni.

Sandra Korshenrich