Londra 2012: Italvolley maschile ok, Settebello bloccato

Londra 2012 – La (brutta) sconfitta nel match d’esordio contro la Polonia è già alle spalle, l’Italia maschile di volley ha subito rialzato la testa. Nel secondo match del gruppo A, la Nazionale di Berruto ha piegato l’Argentina con il punteggio di 3-1. Gli azzurri sono partiti col piede sull’acceleratore, incanalando il match sui giusti binari fin dalle prime battute: il primo set è stato strepitoso, dominato con un netto 25-17. Poi, improvviso, è arrivato il black-out, che i nostri avversari hanno sfruttato immediatamente (21-25 il punteggio del secondo parziale). A differenza della gara d’esordio, stavolta Mastangelo e compagni non si sono smarriti, anzi:  hanno travolto i sudamericani nel terzo set (25-17) per poi chiudere l’incontro nel quarto (25-23) dopo qualche brivido di troppo. “Non eravamo scarsi prima, non siamo fenomeni oggi – il commento del ct Mauro Berruto. Aver risposto così oggi, con quel primo set impattato alla grande, significa aver ritrovato la strada giusta. Anche se i conti io voglio farli alla fine del girone“.

Pari per il Settebello – Se gli azzurri del volley possono tornare a sorridere, quelli della pallanuoto hanno più di un motivo per recriminare. Dopo l’importante vittoria nella gara inaugurale contro l’Australia, il Settebello non è andato oltre il 7-7 contro la Grecia nella seconda gara del gruppo A. Per la squadra di Campagna la partita è nata male, malissimo: dopo appena 46” l’Italia era già sotto, e ha chiuso in svantaggio (1-2) anche il primo parziale. La gara si è giocata punto a punto, gli azzurri sono stati bravi a pareggiare nel secondo quarto (chiuso 2-1 per gli azzurri) e a portarsi in vantaggio nel terzo (vinto 3-2). I greci, però, non hanno mai mollato, si sono imposti nell’ultimo parziale (1-2 per i nostri avversari) e hanno strappato un punto prezioso. “Il pareggio non compromette nulla – l’analisi del ct Alessandro Campagna è stata una bella partita, molto tirata. Qui saranno tutte così, prepariamoci a mettere a dura prova le coronarie“.

Pier Francesco Caracciolo