Draghi: Le agenzie di rating sono carenti e discreditate

Nell’ambito dell’indagine su Moody’s, accusata di aggiotaggio e manipolazione del mercato da parte dell’Adusbef e del senatore Elio Lannutti  di Idv, nei confronti del vice presidente, Ross Abercromby, e del direttore finanziario, Johannes Wassemberg. L’indagine portata avanti dalla procura di Trani aveva sentito nel gennaio 2011 Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, come persona informata dei fatti. Dal racconto di Draghi emerge un quadro pessimo che riguarda le agenzie di rating: “La gente continua a usare questi rating perché non ha niente di meglio, purtroppo sono altamente carenti, qui bisogna trovare un modo per farne a meno, o farne meno uso”, dice in una dichiarazione il presidente della Bce.

Per quanto riguarda la bocciatura da parte dell’agenzia Moody’s a Draghi vine domandato se questa può in qualche modo aver provocato un “danno al Paese”: “Direi che sarebbe esagerato parlare di un danno al sistema globale del Paese, proprio per il ragionamento che facevamo prima, insomma il Paese è forte – dice Mario Draghi – Sicuramente ci sono stati forti movimenti che hanno avvantaggiato alcuni e danneggiato altri, questo è certo”. Aggiungendo: “Per quale motivo noi abbiamo interesse a che le dichiarazioni di mercato siano veritiere e puntuali? A parte il profili etici, perché dichiarazioni frequenti, contraddittorie, parzialmente corrette, parzialmente scorrette, disorientano i mercati e aumentano la volatilità dei prezzi dei titoli. Allora questo, di per sé, è un danno…”. Le indicazioni di Mario Draghi sono precise, secondo il presidente della Bce si dovrebbe trovare un compromesso in modo che i giudizi di queste agenzie, che come spiega sono state “completamente discreditate dall’esperienza del 2007-2008″, non debbano essere necessari agli investitori o ai regolatori.

Irene Fini