Russia: solidarietà dei musicisti britannici alle Pussy Riot

Russia: solidarietà dei musicisti britannici alle Pussy Riot – Si estende ogni giorno di più il cordone di solidarietà internazionale alle tre ragazze componenti del gruppo punk femminista Pussy Riot, in carcere dopo aver inscenato un atto di dissidenza nei confronti del presidente russo Vladimir Putin. Un gruppo di musicisti britannici, tra cui figurano nomi come quelli di Pete Townshend e dei Pet Shop Boys, ha lanciato oggi dalle colonne del prestigioso The Times un appello al premier russo, atteso proprio oggi a Londra, chiedendo un processo equo per le componenti del gruppo punk femminista. In una lettera aperta i musicisti, tra i principali della scena britannica, si dicono indignati per via delle accuse “grottesche” mosse nei confronti delle tre ragazze che a febbraio hanno fatto irruzione nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca per suonare una “preghiera punk” anti-Putin.

La lettera di protesta dei musicisti britannici – “La dissidenza è un diritto in democrazia ed è totalmente sproporzionato che le ragazze siano minacciate di sette anni di carcere per questa accusa, che consideriamo grottesca, di teppismo motivato dall’odio religioso si legge nella lettera. Tra i firmatari tanti i nomi celebri, tra cui Jarvis Cocker dei Pulp, Alex Kapranos dei Franz Ferdinand, Johnny Marr degli Smiths e la cantante folk Corinne Bailey Rae. Nadezhdaa Tolokonnikova, 22 anni, Ekaterina Samutsevitch, 29 anni, e Maria Alekhina, 24 anni, sono imputate per aver cantato e suonato incappucciate una ‘preghiera punk’ dal titolo “Madre di Dio, liberaci da Putin!” nella cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca. Le tre rischiano ora fino a sette anni di carcere.

R. E.