Texas: Marvin Wilson condannato a morte nonostante il ritardo mentale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:40

Condannato a morte nonostante il ritardo mentale, l’appello di Amnesty – Marvin Wilson, 54enne afroamericano diagnosticato come affetto da “ritardo mentale“, sarà fra poche ore condannato a morte con iniezione letale per un omicidio commesso nel 1992, se il governatore del Texas non accoglierà la richiesta di commutazione della condanna sollecitata da Amnesty International.  Il caso sta facendo discutere molto gli americani, ma desta indignazione anche in Europa. In particolare, come denuncia Amnesty, dieci anni fa, con la sentenza Atkins v. Virginia, la Corte suprema federale proibì l’esecuzione di persone con “ritardo mentale”, lasciando tuttavia che fossero i singoli Stati a stabilire il modo in cui rispettare tale divieto.

 

Finora non sono arrivati segnali in proposito dalle autorità preposte. “Delegare alle autorità del Texas di valutare se le singole esecuzioni violassero o meno la sentenza è stato come lasciare una volpe all’interno di un pollaio” ha commentato Rob Freer, ricercatore sugli Usa di Amnesty International. I legali di Wilson, giudicato colpevole per l’omicidio di un informatore della polizia che pochi giorni prima lo aveva denunciato come spacciatore, hanno per due volte fatto ricorso alle corti statali e federali per chiedere l’applicazione della sentenza Atkins al loro assistito. Gli appelli sono stati respinti, nonostante un neuropsichiatra con 22 anni di esperienza alle spalle, nominato da una corte, avesse confermato il ritardo mentale di Wilson.  In un esame per determinare il quoziente intellettivo (QI) a cui è stato sottoposto nel 2004 Wilson ha ottenuto appena 61 punti, esattamente come un bambino. Ora la Corte suprema federale è stata sollecitata a esaminare il caso, mentre per Marvin si avvicina inesorabile l’ultima ora.

R. E.

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