Roberto Maroni e le vacanze gratis: da quattro anni non paga l’ormeggio della sua barca

Le vacanze dei politici – L’estate è oramai nel suo pieno e tutti, o quasi, si apprestano ad andare in vacanza. Quest’anno, secondo le statistiche, sono di meno gli italiani che hanno deciso di fare lunghe vacanze e di spostarsi in luoghi lontani, sicuramente a causa della crisi economica che ha rappresentato una vera mannaia sulla testa di ogni cittadino del nostro Belpaese. Chi sembra non risentire della crisi italiana è il mondo politico che, tra rientri, nuovi scandali che si aggiungono a quelli vecchi, e sostituzioni, si appresta ad andare in vacanza prima degli impegni di settembre che vedranno la preparazione della campagna elettorale per le nuove elezioni amministrative nazionali del prossimo anno.

Roberto Maroni non paga l’ormeggio della sua barca – Il primo ad essere pizzicato nelle sue vacanze è stato Roberto Maroni, attuale segretario nazionale della Lega Nord. La sua destinazione è Porto Corallo, dove l’ex Ministro dell’Interno si godrà la sua passione per la vela e il suo riposo dopo le fatiche per risollevare la situazione del Carroccio e per mettersi alla guida del partito creato da Umberto Bossi. Arrivato lì però, ad attenderlo, c’è stata una sorpresa: Roberto Maroni, nei tre anni in cui faceva il ministro degli Interni nel governo Berlusconi, non ha mai pagato l’ormeggio e i servizi portuali quando trascorreva i fine settimana al mare di Villaputzu, a bordo del suo magnifico veliero a due alberi da diciassette metri. La cifra si aggira attorno ai ventimila euro che l’ex ministro non ha mai pagato agli enti competenti, ovvero alla Marina di Porto Corallo, una società in house del Comune, interamente a capitale pubblico.

Benefit e bonus da eliminare – Il caso è stato denunciato da un giornale locale, La Voce del Sarrabus, ed ha trovato subito la conferma da parte del sindaco della località turistica, Fernando Codonesu, esponente del centrosinistra in carica solo dall’11 giugno scorso: “Mi è simpatico Maroni, ma questo non è un buon motivo per esentarlo dal pagamento. Mi risulta che abbia saldato il conto del 2012, però restano i tre anni precedenti, proprio quelli in cui era ministro. Lo inviteremo a regolarizzare”. Un bonus piuttosto imbarazzante questo per un servitore dello Stato che si è sempre battuto, almeno a parole, contro i privilegi della casta. Di certo, questo episodio, seppur minimo, continuerà a gettare fango sul Carroccio, ultimamente vessato da continui scandali.

Maria Rosa Tamborrino