Spagna shock: gli stipendi di Messi e Ronaldo? Li paga l’Unione Europea

Spagna shock – In principio fu il Real Madrid dei Galacticos, quello che poteva permettersi il lusso di comprare una stella (da Figo a Zidane, da Ronaldo a Beckham) ogni estate. Poi arrivò il Barcellona, con Messi in campo e Guardiola in panchina, che fece man bassa di trofei in Spagna e in Europa. Uno smacco che la casa blanca non poteva sopportare, e allora via ad altre spese folli: Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, Xabi Alonso, Di Maria, tutti alla corte di un allenatore speciale, José Mourinho. Morale della favola? Il calcio spagnolo ha qualcosa come 5 miliardi di debiti. Perché oltre ad esserlo in campo, i protagonisti del pallone iberico sono speciali anche nel portafogli.

Cinque miliardi – Da qualche anno a questa parte, il calcio spagnolo sta dominando le scene internazionali. A quale prezzo, però? I conti sono presto fatti: per poter assistere alle accelerazioni di Ronaldo o ai dribbling di Messi, i club spagnoli hanno contratto con le maggiori banche locali debiti fino a 5 miliardi di euro. Un buco enorme, che ha contribuito a mandare sull’orlo della crisi i principali istituti di credito iberici. Come fare per coprirlo? La soluzione è già stata trovata: per evitare che le società spagnole di calcio debbano ripianare tutti i debiti con le banche – e, conseguentemente, fallire da un giorno all’altro -, l’aiuto arriverà dall’Unione Europea. Cioè da tutti noi: saremo noi a sostenere la campagna acquisti del Real Madrid e a pagare lo stipendio di Messi.

Pier Francesco Caracciolo