Calcioscommesse, Pesoli si incatena davanti alla sede della Figc

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:04


Calcioscommesse – Una protesta clamorosa quella inscenata stamattina dal calciatore del Siena Emanuele Pesoli, che si è incatenato davanti alla sede della Federcalcio di via Allegri a Roma e ha anche annunciato che inizierà uno sciopero della fame. Pesoli è stato squalificato per tre anni per illecito sportivo. Una sentenza che il calciatore ritiene ingiusta e per questo chiede un confronto con i suoi accusatori Carobbio e Gervasoni: “Non sto mettendo in discussione il lavoro dei magistrati e di Palazzi ma mi vorrei difendere in maniera giusta” ha spiegato ai giornalisti. Pesoli ha poi aggiunto: “Mi stanno rovinando la vita per una cosa che non ho fatto. Prima di smettere di giocare vorrei lottare con tutte le mie forze. Attendo qualcuno, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, resterò qui fino a quando non ce la faccio più”.

La condanna – Pesoli è stato condannato per illecito sportivo a tre anni di squalifica dalla Disciplinare per la tentata combine di Siena-Varese del 21 maggio 2011. Nel processo tenutosi la scorsa settimana, il calciatore aveva chiesto ai giudici di ascoltare in aula Gervasoni e Carobbio. Il Collegio della Disciplinare ha però ritenuto non necessaria l’audizione dei due accusatori. E oggi è arrivata la clamorosa protesta. Pesoli ha incassato la solidarietà del direttore generale della Figc Antonello Valentini che è andato a trovarlo. Il dirigente della Federcalcio ha ricordato al calciatore che il confronto richiesto non è competenza degli organi politici della Federazione, ma dei giudici sportivi. Pesoli potrà comunque continuare a difendersi nel processo di secondo grado, davanti alla Corte di Appello Federale. Magari, in quella sede, potrà avere quel confronto che – anche a nostro avviso – deve essere un diritto sacrosanto di chi è accusato.

Miro Santoro