Londra 2012, Bolt rischia la squalifica: non riconsegna il testimone

Londra 2012 – Usain Bolt, dominatore delle Olimpiadi di Londra nelle gare veloci dell’atletica (oro nei 100, 200 e 4×100), rischia la squalifica. No, non c’entra il doping, per fortuna sua e dello sport mondiale: a mettere nei guai il fenomenale sprinter giamaicano è un cavillo del regolamento che, però, cozza con la sua vogli di portarsi a casa un cimelio proibito: il testimone della staffetta veloce nella quale, con i suoi compagni di corsa e merende a base di patate e pollo fritto, ha vinto l’oro con tanto di record del mondo strapazzato, frantumato.

Il misfatto – Ma cosa avrebbe combinato lo scanzonato velocista per rischiare addirittura una squalifica? Non avrebbe riconsegnato nel tempo determinato il testimone usato per la gara della finale ai giudici: il regolamento, infatti, vuole che l’oggetto venga posto nelle manidegli arbitri appena si super il traguardo. Bolt, invece, non solo avrebbe ritardato lA consegna, ma, addirittura, avrebbe manifestato la malsana intenzione di conservare il testimone per portarlo a casa. Come un cimelio di guerra o un ricordo prezioso. Come se le medaglie olimpiche, numerose e luccicanti, non fossero lì a testimoniare chi è lo sprinter che sta riscrivendo letteralmente la storia dell’atletica leggera. Di certo il gesto di Bolt non è grave ma, regolamenti alla mano è errato. Purtroppo per lui.