Vaticano: rinviato a giudizio il maggiordomo del Papa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:17

Vatileaks, Paolo Gabriele – E’ stato rinviato a giudizio Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa che si sarebbe impossessato illecitamente di carte riservate al Santo Padre. Nella sentenza di rinvio a giudizio viene citata dal giudice istruttore Piero Antonio Bonnet anche una seconda persona, Claudio Sciarpelletti, dipendente della segreteria di Stato arrestato lo scorso 25 maggio. Su Sciarpelletti gravano alcune pesanti accuse, quali concorso in furto aggravato, favoreggiamento e violazione del segreto, anche se pare che il suo ruolo nella faccenda rimanga marginale. Più grave la posizione di Gabriele, a casa sua sono stati trovati importanti documenti vaticani e anche un assegno intestato a Sua Santità di 100mila euro emesso dall’Universitad Catolica San Antonio di Guadalupe.

Assegni e pepite – Tale assegno di grande valore è intestato a Santidad Papa Benedicto XVI ed è datato 26 marzo 2012. Oltre all’importante assegno e al carteggio, nella dimora vaticana di Gabriele anche una pepita d’oro inviata al Santo Padre dal signor Guido del Castillo, direttore dell’Aru di Lima, ed una copia del’Eneide del ‘500, una traduzione di Annibal Caro stampata a Venezia nel 1581, dono a Sua Santità delle “Famiglie di Pomezia”. Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, è intervenuto nella vicenda precisando che Gabriele rischia una pena da uno a sei anni, mentre più marginale la posizione di Sciarpelletti che avrebbe avuto con Gabriele soltanto un rapporto di amicizia. Si attendono nuovi sviluppi per questa vicenda, da alcuni definita come “Vatileaks”.

Rosario Amico

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