Bossi e il progetto dell’Euroregione benedetto da Gianni Agnelli

In un affollato comizio di Ferragosto a Pontida, l’ex leader della Lega, Umberto Bossi, ha riabilitato il suo proverbiale euroscetticismo. “Se si mettono insieme Paesi indebitati – ha scandito – non si va da nessuna strada”. Da qui l’idea di dar vita a un’Euroregione, un progetto che – stando a quanto riferito dal Senatur in un inedito aneddoto – anche l’avvocato Agnelli avrebbe condiviso con slancio.

Europa dei debiti – “Oggi in radio ho sentito parlare di complotti da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna per il fallimento dell’euro da parte di Stati Uniti, ma lo scenario è semplice. La Lega l’aveva detto già in tempi non sospetti che si sarebbe intrapresa questa strada: se si mettono insieme Paesi fortemente indebitati, non si va da nessuna parte”. Il discorso ferragostiano di Umberto Bossi ha preso ieri le mosse dall’ennesimo attacco alla malferma costruzione comunitaria.

Il progetto “regionale” – “Doveva essere l’Europa delle regioni – ha aggiunto il presidente del Carroccio – ma si è rivelata l’unione degli Stati centralisti. L’Italia non si può permettere di colonizzare le regioni del Nord con una pressione fiscale altissima”. Osservazioni che lo hanno condotto a indicare la strada, a suo giudizio, più percorribile: “Un mese fa abbiamo dato vita all’Euroregione – ha spiegato Bossi – che comprende le regioni padane (Lombardia, Veneto e Piemonte, ndr), insieme all’Austra, la Baviera, la Slovenia e il Sud della Francia. E’ la via pacifica per la libertà”.

In sintonia con Agnelli  – Un disegno che, stando alla cronaca riferita dell’ex leader leghista, anche l’avvocato Gianni Agnelli avrebbe “benedetto” in tempi non sospetti: “Agnelli sosteneva che l’Europa futura sarebbe stata fatta dalle regioni padane – ha raccontato – Lo incontrai, ero andato con i miei figli a comperare una Fiat usata. Lui lo seppe, venne e mi invitò a prendere un caffè a casa sua. E parlammo d’Europa”. “A noi interessa mandare affanculo Roma e il suo centralismo”, ha aggiunto il Senatur, che non ha lesinato “stoccate” all’attuale governo: “Da Roma arrivano solo tasse per le imprese – ha denunciato – E’ una situazione pericolosa, che ci sta portando vicino al fosso. Non c’è alternativa per la nostra libertà, in questo Paese moriamo”.

Non ho bisogno di titoli – E sulle “baruffe” interne al partito che avrebbero condotto alla definizione di due fazioni avverse: “Nella Lega non possiamo litigare per un posto a me o per un posto a Maroni – ha spiegato l’ex leader del Carroccio – Io ci sono, non ho bisogno di titoli, sono Bossi“. “Dico le cose come stanno – ha continuato l’ex ministro – hanno fatto di tutto per farci dividere, per colpire me tramite i miei figli, ma io ho fatto ricontrollare tutti i bilanci della Lega da professionisti di calibro internazionale e non hanno trovato niente sui miei figli”.

I conti sulla legge elettorale – Inevitabile, infine, un commento sulla legge elettorale“Abbiamo fatto i nostri conti – ha riferito Bossi ai militanti di Pontida – ho telefonato a Berlusconi e ho incontrato Bersani all’aeroporto di Milano.Vogliamo soglie di sbarramento su base regionale, non nazionale, perché al Sud non becchiamo un voto. Non vogliamo essere svantaggiati – ha sottolineato il Senatur – A fine mese ci troveremo per fare la legge elettorale e noi non vogliamo fare da capro espiatorio”.

Maria Saporito