Assange parla dal balcone dell’ambasciata: Usa smettano di perseguirmi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:02

Assange parla dal balcone dell’ambasciata di Quito a Londra – “Gli Stati Uniti devono tornare indietro sulle proprie decisioni, devono capire che non devono perseguirmi, non devono perseguire la democrazia, devono capire che vanno contro una persona che sta cercando di dire la verità. E’ chiaro il messaggio lanciato da Julian Assange nel discorso pronunciato dal balcone dell’ambasciata di Quito a Londra. La mente di Wikileaks ha ringraziato l’Ecuador e la sua ambasciata nella capitale britannica, assieme a tutti i paesi dell’America Latina, per l’appoggio che gli hanno garantito e ha dato istruzioni ai suoi legali perché portino avanti la battaglia legale a difesa del sito di cui è fondatore.

Il legale: Julian chiede solo garanzie minime – Assange, aveva dichiarato poco prima il legale ed ex giudice spagnolo Baltasar Garzon, “ha sempre difeso libertà e giustizia e continuerà a farlo”. Garzon ha anche sottolineato che il suo assistitonon si è mai rifiutato di rispondere alle autorità svedesi. Chiede solo garanzie minime perché questo possa avvenire. Fino ad oggi queste garanzie non sono arrivate. E ancora: “Il Regno Unito deve riconoscere questo diritto fondamentale (il diritto d’asilo concesso dall’Ecuador, ndr) che non può concludersi in modo diverso che con la concessione di un salvacondotto per consentire al fondatore di Wikileaks di rifugiarsi nel Paese sudamericano. A difesa del figlio è intervenuta anche Christina Assange, la madre di Julian: “Vogliono portarlo in Svezia e metterlo in carcere prima di interrogarlo – ha detto – Il motivo per cui vogliono farlo è che sarà lì quando arriverà l’incriminazione americana. E’ un caso pendente di estradizione verso gli Stati Uniti. Niente più e niente meno”.