Intercettazioni, nuovo affondo di Ingroia: Ingenerose le parole di Monti

Intercettazioni, nuovo affondo di Ingroia: Ingenerose le parole di Monti – “Il riferimento a noi e all’attività della Procura di Palermo da parte del premier Mario Monti lo definirei un po’ ingeneroso, anche perché abbiamo avuto di recente conforto e sostegno nell’intervento del presidente emerito della Corte costituzionale Zagrebelsky, profondo conoscitore del diritto e della Costituzione che ci ha dato ragione”: intervistato da Sky Tg24, il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia è tornato oggi ad attaccare il premier Mario Monti, che aveva parlato di abusi nell’uso delle intercettazioni nell’ambito dell’inchista sulla trattativa Stato-mafia. Noi abbiamo sempre rispettato la legge e le regole ha sottolineato Ingroia che già ieri aveva espresso il proprio dissenso nei confronti del presidente del Consiglio, affermando che se invasioni di campo ci sono state, è stata la politica a commetterle e non la magistratura.

Ingroia: Da 20 anni politica inerte – Lo scontro tra la Procura di Palermo e il presidente della Repubblica è arrivato davanti alla Corte costituzionale perché‚ ancora una volta, la politica è stata inerte – ha rilanciato Ingroia – Il conflitto di attribuzione è uno strumento che legittimamente il capo dello Stato ha scelto per trovare una soluzione diciamo superiore, che la Corte costituzionale potrà fare, su un punto che è oggetto di controversia. Ma per la verità si è arrivati a questo punto poiché il Parlamento non ha legiferato benché già 20 anni fa il ministro Flick, in un caso analogo in cui era stato accidentalmente intercettato il presidente della Repubblica Scalfaro, aveva registrato un vuoto legislativo. E di fronte a questo vuoto i magistrati non possono far altro che applicare la legge così come è. Si trattava di fare una nuova legge che però non è venuta perché, ancora una volta, la politica è stata inerte”.