Crisi, Monti: Vedo avvicinarsi la fine

Nel suo intervento al meeting riminese di Comunione e liberazione, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha consegnato un messaggio di sostanziale ottimismo. “Per molti aspetti vedo avvicinarsi il momento in cui si esce dalla crisi“, ha scandito il Professore, che è tornato a difendere a spada tratta l’euro definendolo il “pinnacolo della costruzione europea”.

Generazione perduta – La luce in fondo al tunnel? Per il premier Mario Monti inizia a scorgersi. Il presidente del Consiglio, arrivato ieri a Rimini per partecipare all’annuale kermesse di Cl, ha scelto di veicolare un messaggio di sostanziale ottimismo, pur non dimenticando di passare in rassegna le tante difficoltà  del nostro Paese. A partire dai giovani“E’ evidente lo sperpero di un’intera generazione di giovani che pagano le conseguenze gravissime della scarsa lungimiranza di chi in passato non ha onorato il dovere di impegnarsi per loro”, ha osservato il Professore.

L’Italia verso la normalità – “Un anno fa pensavamo meno di oggi di essere in crisiha aggiunto Monti – ma credo che lo fossimo di più”. E sull’attività del suo governo“Spero che quando si guarderà al lavoro fatto, si possano vedere non solo che l’Italia non sia scivolata a Sud-est, per avvicinarsi a un altro grandissimo Paese d’Europa oggi in difficoltà – ha detto il premier riferendosi ovviamente alla Grecia – ma anche che si stanno mettendo semi per rendere la società italiana più normale, più guardabile in faccia e più ispiratrice di fiducia”. 

L’euro come la Madonnina – “La crescita è il cuore dell’attività del governo”, ha rivendicato Monti, che non ha dimenticato di rimarcare la sua convinta difesa della moneta unica: “L’euro è il pinnacolo della costruzione europea – ha spiegato alla platea di Rimini – è come la Madonnina sul Duomo di Milano: sarebbe una tragedia se diventasse, per incapacità nostra, un fattore di disgregazione che rianima i pregiudizi del Nord contro il Sud e viceversa”. 

Mai più “furbi” in tv – E promettendo un “impegno straordinario contro l’evasione fiscale“, il capo del governo ha annunciato l’intenzione di avviare significativi cambiamenti anche nell’utilizzo delle parole: “Chiederò alla Rai di non fare usare più l’aggettivo ‘furbi’ nei servizi dei tg che descrivono la lotta contro l’evasione – ha promesso il Professore – perché non si possono trasmettere, neppure in modo subliminale, disvalori che distruggono la società italiana”.

Maria Saporito