Home Spettacolo Musica

Morto Scott McKenzie: il suo San Francisco inno alla libertà

CONDIVIDI

Un uomo che ha cantato la libertà.  Scott McKenzie, voce di “San Francisco”  si è spento due giorni fa nella sua casa di Los Angeles. La notizia si è appresa dal sito personale dell’artista, il cui vero nome era Philip Wallach Blondheim. Era nato a Jackson, in Florida, 73 anni fa e da  tempo era ormai molto malato.  San Francisco, scritta da John Philips e dai Mamas& Papas, venne incisa Da McKenzie nel 1967 e fin da subito divenne l’inno per eccellenza dell’epopea Hippy, dei figli dei fiori e di tutta la rivoluzione culturale che ne seguì. Negli anni fu adottato come canto di libertà pressochè in ogni parte del mondo.

Fu infatti suonata anche l’anno dopo, nel 1968, durante la Privamevera di Praga quando in Cecoslovacchia si verificò l’insurrezione contro il regime sovietico.  La canzone è stata anche la colonna sonora di vari film, tra cui Forrest Gump e  The Rock. San Francisco fu poi incisa anche da un’altra apprezzata cantante dei tempi, Petula Clark. Una versione che risultò similare, ma piuttosto personalizzata nell’interpretazione.  McKenzie è spirato nella sua casa di Los Angeles a causa delle conseguenze di una malattia rara, il morbo di Guillain-Barrè, che colpisce il sistema nervoso, portando progressivamente alla paralisi. Era malato dal 2010, ultimamente fu anche vittima di un infarto.  Cantante dalla forte impronta country di seconda generazione, fu protagonista anche altri successi, ma la sua opera prima fu indubbiamente San Francisco, attraverso la quale portò migliaia di giovani nella città californiana nei tardi anni 60, rendendola una sorta di roccaforte del pensiero libero.

A.S.