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Chiedi chi erano Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

Il 23 agosto del 1927, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono giustiziati presso il penitenziario di Charleston, passano dalla sedia elettrica uno dopo l’altro; il primo è Nick, che lascia una giovane moglie ed un figlio, il secondo è Bart: così li chiamavano affettuosamente gli americani che si erano mobilitati per salvare loro la vita. Sacco e Vanzetti erano due italiani emigrati in giovane età negli States all’alba del Novecento, due anarchici e pacifisti convinti; le loro armi erano i libri, che Vanzetti divorava, la propaganda, gli scioperi, le lotte pacifiche. Un calzolaio e un pescivendolo. Italiani ed anarchici: un vero anatema per l’apparato giudiziario statunitense, terribile smacco per un Paese fondato sulla lotta armata.

Sacco e Vanzetti vennero accusati di rapina ed omicidio, durante il processo, una grottesca caccia alle streghe faziosa della quale gli americani onesti, e furono molti, si indignarono scendendo in piazza allo scopo di chiedere giustizia per Nick e Bart, emerse la schiacciante innocenza dei due imputati: la ciliegina sulla torta fu la spontanea confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, ormai prossimo a bruciare sulla sedia elettrica, che scagionava completamente i due italiani. Ma dall’alto il verdetto era già stato formulato, serviva una punizione esemplare atta a mantenere ordine e disciplina limitando la diffusione di idee anti governative. Sacco e Vanzetti dovevano morire ed essere da esempio per tutti coloro che avessero bizzarre idee di libertà: rifiutare le armi? Che follia.

Cosa resta di Nicola e Bart? La profezia di Vanzetti, che vessato, piegato ed umiliato, privato della libertà e della vita si rivolge alla giuria che lo ha mandato a morte ringraziando per averlo reso un simbolo, per avergli permesso di assurgere a vessillo di libertà di pensiero : “Quando le sue ossa, signor Thayer (giudice del processo n.d.r) non saranno che polvere, e i vostri nomi, le vostre istituzioni, non saranno che il ricordo di un passato maledetto, il suo nome – il nome di Nicola Sacco – sara’ ancora vivo nel cuore della gente. Noi dobbiamo ringraziarvi. Senza di voi saremmo morti come due poveri sfruttati: un buon calzolaio, un bravo pescivendolo…E mai, in tutta la nostra vita, avremmo potuto sperare di fare tanto in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione fra gli uomini...(…) Io sono cosi’ sicuro di essere nel giusto che se voi aveste il potere di uccidermi due volte io risorgerei e rivivrei la mia vita come ho fatto finora.” Aveva ragione: dopo 85 anni il mondo tutto ricorda Nicola e Bart e quell’agonia lunga sette anni culminata in un giorno di agosto, come oggi, dove due innocenti sono morti e risorti in gloria.

Valeria Panzeri