Il pronostico di Feltri: Berlusconi non vincerà

A fornire un ritratto non proprio lusinghiero del Cavaliere è stato ieri l’amico Vittorio Feltri. Intervistato dal Fatto quotidiano, il giornalista ha raccontato di un Berlusconi “depressissimo”, ma intenzionato a tornare sulla scena politica da primo attore: “A un Berlusconi padre nobile di Alfano non ho mai creduto”, ha tagliato corto il direttore del Giornale. Che ha anche tradito grande scetticismo nei confronti della moneta unica: “L’euro morirà in un anno”, ha profetizzato Feltri.

Venditore nato – “Berlusconi è bravissimo a vendere il prodotto, persino a immaginarlo. Ma non è capace di farlo. Pensa all’etichetta, alla confezione, alla rete distributiva, ma di quel che c’è dentro, lo dimostra il suo ventennio, gli importa poco”. Vittorio Feltri, storico direttore del Giornale (filo)berlusconiano, ha ieri consegnato al Fatto quotidiano un ritratto non proprio clemente del Berlusconi politico. “Nello scatolone del ’94 mise di tutto – ha continuato il giornalista – All’epoca, in pieno caos post-Tangentopoli, fu una scelta obbligata. Superata l’emergenza avrebbe dovuto scegliere, formare la classe dirigente. Non accadde”.

Destinato a fallire – E la situazione attuale? “Silvio si basa sui sondaggiha spiegato il decano dell’informazione – Si valuta al 20% con Bersani in testa di 7 punti. Vuole ridurre la forbice, non per governare, ma per contare, e molto, in una prospettiva proporzionale, da grande ammucchiata”. Un progetto carico di incognite: “Lui ci crede – ha aggiunto Feltri riferendosi al proverbiale ottimismo dell’ex premier – ma tecnicamente l’operazione non può riuscirgli. In passato ha promesso rivoluzioni regolarmente abortite e ora lo stato d’animo degli italiani e la fiducia nei partiti sono ai minimi storici”.

Euro verso la fine – E volgendo lo sguardo al di là dei confini nazionali, il giornalista ha fornito un’istantanea poco confortante della situazione europea: “Imbastirei immediatamente una campagna per uscire dall’euroha scandito Vittorio Feltri – L’euro morirà in un anno. Forse prima. Se non c’è l’Europa, che senso ha la moneta comune? Berlusconi ci aveva pensato – ha concluso – Sul tema, aveva riunito economisti e Nobel. Non escludo che giochi la carta tra qualche mese”.

Maria Saporito