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MotoGP, Andrea Dovizioso pilota Ducati per il 2013 e 2014

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MotoGP, Dovi in Ducati – Poco dopo l’addio di Valentino Rossi, le trattative tra Dovizioso e Ducati hanno subito una brusca accelerata tanto da avere la conferma dell’ingaggio già alla vigilia del round a Brno. Con ancora sette gare da disputare, il mercato più importante della classe regina si è chiuso e le moto ufficiali sono state già assegnate. Il sogno italiano quindi può continuare anche dopo la resa del pilota di Tavullia, tornato alla Yamaha in totale crisi di risultati e convinzioni personali. A prendere la pesante eredità sarà invece Andrea, più volte considerato ottimo collaudatore ed in grado di portare avanti il progetto di Borgo Panigale. Almeno secondo i diretti interessati “Le doti di sensibilità tecnica e di collaudatore che caratterizzano Andrea sono un grande valore, così come il suo talento e la sua determinazione” dice Filippo Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse “Averlo in squadra, e sapere di poter contare anche sulla sua collaborazione, rappresenta un ulteriore stimolo per proseguire nella crescita e nello sviluppo del nostro progetto MotoGP. Sono contento che abbia deciso di far parte della nostra squadra, conscio del lavoro da fare ma con entusiasmo e fiducia, requisiti fondamentali per raggiungere il successo e competere in questo impegnativo campionato iridato

Intensa sfida – Sul piatto vi è la ghiotta occasione di riuscire ove Rossi ha fallito. Ma il rischio di incappare nelle stesse difficoltà è molto alto, considerando anche l’alto gap prestazione che attualmente divide la Desmosedici dalle rivali giapponesi. Ma ora a sostenere il tutto vi è l’Audi, colosso automobilistico perfettamente in grado di dare un impulso in avanti e finalmente sbloccare la situazione nel box rosso: “Ci sarà una rivoluzione interna. Io devo propormi con calma e sgobbare” ammette il neo-ducatista “Sono molto eccitato per questa nuova avventura, ma finché non salirò sulla Desmosedici non potrò dare giudizi. Devo prima vedere cosa va e cosa non va, capire cosa è stato fatto in questi ultimi due anni, e poi provare a dare indicazioni agli ingegneri”. L’accordo è di durata biennale, con un 2013 tutto dedicato alla crescita tecnica per poi puntare al titolo dal 2014 in poi. Certamente una bella sfida, si spera questa volta dal finale tutt’altro che amaro.

Riccardo Cangini

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