Inter, Cassano al veleno: “Galliani, tanto fumo e poco arrosto”

Inter, Cassano – Allacciate le cinture, si parte. Alla vigilia dell’esordio in campionato, in casa nerazzurra va in scena il “Cassano show“. Appena sbarcato a Milanello, Fantantonio disse: “Se sbaglio qui al Milan sono da rinchiudere al manicomio“. E’ passato appena un anno e mezzo e il barese indossa la maglia dell’Inter: cosa è successo? “Non ho sbagliato io. Qualcuno che sta sopra i giocatori e sopra l’allenatore mi ha preso in giro, promettendo senza fare i fatti. Qualcuno ha fatto il furbo e a me non è piaciuto“. Il nome non lo fa mai, ma il riferimento ad Adriano Galliani è chiarissimo: “Lui prometteva prometteva. Faceva tanto fumo e poco arrosto. Si era parlato di rinnovo, ma sempre e solo parlato: solo parole, mai fatti. Lui è bravo a girare le carte in tavola, andava d’accordo solo con chi lo leccava“.

Per Allegri non contavo – Il primo sassolino – più che altro, un macigno – ce lo siamo tolti. Passiamo al secondo: “Per Allegri come giocatore ero la quinta, sesta, settima punta – l’accusa di Cassano. Lui mi diceva che non poteva garantirmi nulla, ero come il due di coppe con la briscola a bastoni, vedevo aria non buona e dovevo cambiare“. Le dolorose cessioni di questa estate hanno fatto il resto: “Nella mia scelta di lasciare il Milan ha pesato anche il fatto che sono andati via due miei amici, Thiago e Ibra. Da qui ho capito com’era l’andazzo, ho preso la palla al balzo e ho deciso di andare via. Avevo chiesto la cessione già durante gli Europei“. Che nessuno lo accusi di irriconoscenza, però: “Devo dire grazie alla gente del Milan, a Barbara Berlusconi, a Silvio Berlusconi, a Tassotti e al dottor Tavana. Ho avuto problemi con una persona sola. Non c’entra l’irriconoscenza“.

Secondi a nessuno – Il Milan è il passato, da domani si parte con una nuova avventura: “L’Inter può giocarsela alla grande con tutti – assicura Cassano –, non siamo secondi a nessuno. Abbiamo grandi giocatori, entusiasmo, voglia: sta a noi, voglio vincere con questa maglia. Per un tifoso interista come me, sarebbe il massimo“. La maglia nerazzurra poteva essere sua già qualche anno fa, ma forse è stato giusto aspettare: “Il presidente Moratti aveva un debole per me sin dai tempi di Mancini, mi ha sempre voluto qui, ma era giusto non prendermi allora perché ero un pazzo scatenato“. Ora invece… “Sono più tranquillo. Qui mi hanno voluto tutti: il presidente, l’allenatore, i dirigenti e anche i compagni. Milito-Palacio-Sneijder è il trio offensivo in questo momento: stanno facendo molto bene e io sono appena arrivato. Ma io, ovviamente, voglio conquistarmi il posto“.

Pier Francesco Caracciolo